Bergamo: giovani, famiglia e terza età Le ricette dei candidati a Palazzo Frizzoni

Bergamo: giovani, famiglia e terza età
Le ricette dei candidati a Palazzo Frizzoni

Il sindaco uscente, Gori, punta sugli incentivi alle donne. «Residenzialità» la parola chiave per Stucchi. Anesa guarda ai giovani e per macario il pilastro è la casa.

Al 31 dicembre 2018 la popolazione residente in città ha raggiunto quota 121.633, il picco degli ultimi 30 anni, con 50 nati in più rispetto all’anno precedente. La divisione per fasce d’età ancora non c’è, ma passeggiando tra il Sentierone e i quartieri è più facile imbattersi in persone con i capelli bianchi che in mamme con i passeggini. La sfida demografica – invertire cioè il trend che vede la città invecchiare – è quindi in cima ai pensieri dei candidati sindaco.

Il sindaco uscente, Giorgio Gori, parte proprio dal dato positivo in controtendenza rispetto a quello provinciale e nazionale per continuare l’impegno su tre fronti: «È importante creare occasioni di lavoro per le donne – sostiene il candidato del centrosinistra –. Donne che lavorano, e che quindi garantiscono un secondo reddito alla famiglia, sono mediamente più portate a fare figli». La città, per Gori, deve anche diventare «più accogliente e attrattiva» per i giovani. Il tutto senza dimenticare gli over 65.

Nel programma di Giacomo Stucchi (leghista chiamato a rappresentare la coalizione di centrodestra) spicca la «residenzialità» come uno dei principali criteri per sostenere famiglie e terza età. Si parla spesso, infatti, di privilegiare «le famiglie residenti da più tempo nel territorio comunale» o di «anzianità di residenza nel Comune» sia per quanto riguarda «la modifica dei regolamenti attuativi dell’assegnazione dei servizi, anche riguardo alle tariffe e alle esenzioni» sia per l’accesso all’edilizia pubblica. Ma anche per quanto riguarda «l’intervento economico per integrare il minimo vitale» si dà la precedenza «agli anziani residenti da più anni nella nostra città».

Nicholas Anesa, candidato sindaco 5 Stelle, afferma con forza la necessità di spazi per i giovani. «Sia per la movida sia per studiare – spiega –. Nella vasta area di Porta Sud, ad esempio, si possono individuare delle aree da dedicare allo svago per i giovani. Qui non recherebbero disturbo, come in altre zone della città, e si eviterebbe che i giovani per divertirsi vadano a Brescia o a Milano».

Per Francesco Macario, frontman di «Bergamo in Comune», affrontare la sfida demografica significa innanzitutto risolvere la «questione casa», ritenuta prioritaria, sia per tenere i giovani in città sia per aiutare gli anziani in difficoltà. «Serve un Piano di zona – spiega – che individui delle aree dove vincolare una quota di abitazioni a housing sociale e convenzionato». Provvedimenti che le precedenti amministrazioni, secondo Macario, hanno disatteso.


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