Bergamo, popolo di bamboccioni? Il 17% dei giovani è ancora in famiglia

Bergamo, popolo di bamboccioni?
Il 17% dei giovani è ancora in famiglia

A Bergamo la quota più alta lombarda di chi ha ancora giovani a carico (pur lavorando): sono il 17% contro il 12% regionale. Il nostro territorio è seguito a breve distanza da Brescia (15%). Il 4 % dei lombardi dichiara di aiutare, con le entrate mensili, i famigliari anziani.

Una famiglia lombarda su 10 (12%) dichiara che, attualmente, con il proprio reddito contribuisce anche al mantenimento di un giovane lavoratore, ancora sotto il tetto casalingo, che vorrebbe tuttavia essere in dipendente. Del resto, se il 78% delle famiglie lombarde deve preoccuparsi solo del mantenimento della famiglia «stretta», c’è un 8% dei lombardi che dichiara di aiutare, con le entrate mensili, familiari anziani o che hanno già una propria famiglia ma con necessità di un sostegno economico, e un 2% che dà una mano a chi si accontenta di uno stipendio sotto la media.

E se nel Belpaese è difficile trovare la propria realizzazione personale, tra professioni , stabilità economica, o stili di vita , l’estero rappresenta ancora l’occasione per la svolta per una piccola percentuale di lombardi: solo i l 5% delle famiglie dichiara di avere un proprio componente impegnato all’estero in esperienze di studio o lavoro.

È quanto emerge dalla indagine «Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia », realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con DigiCamere. Dalla ricerca a Bergamo c’è la quota delle famiglie con giovani a carico più alta rispetto alla media lombarda: 17% contro il 12% regionale, seguita a breve distanza da Brescia (15%) . A Varese la percentuale più alta degli aiuti verso anziani con reddito insufficiente (6%), mentre a Monza e Brianza il 5% delle famiglie contribuisce anche al mantenimento di familiari che hanno già una famiglia, ma non riescono ad essere autosufficienti. Inoltre è di Bergamo e Milano la quota più alta di famiglie con una persona all’estero, non per motivi di svago, ma per impegni professionali o per percorsi formativi.


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