«Bimba sparita, aiutateci a trovarla» Ma era a Oriocenter insieme ai vicini

«Bimba sparita, aiutateci a trovarla»
Ma era a Oriocenter insieme ai vicini

«È sparita la nostra bambina, aiutateci!». È il drammatico appello di due genitori che ieri, non trovando la figlioletta, l’hanno cercata ovunque, persino su Facebook, allertando anche i carabinieri. Lei era a Oriocenter, con un’amichetta e i genitori di quest’ultima, convinti che la ragazzina avesse avvisato a casa. Il tam tam virtuale ha funzionato. La comunicazione in teoria più semplice, quella verbale, un po’ meno.

Ci si può immaginare lo spavento dei genitori, che non trovandola più si sono messi a cercarla in tutti i luoghi possibili e immaginabili, persino quelli immateriali di Facebook, dove tramite amici hanno attivato subito la rete virtuale facendo girare un tam tam a dir poco vorticoso: «È sparita la nostra bambina, aiutateci!». Per fortuna la storia che vi raccontiamo è a lieto fine e ai protagonisti ha lasciato solo un grande spavento.

L’allarme è scattato verso l’ora di pranzo, con una segnalazione ai carabinieri e una catena innescata dalla famiglia della bambina, di Colognola, che ha mobilitato amici e conoscenti e poi il gruppo mamme della scuola elementare, nella comprensibile speranza di avere al più presto notizie. Qualcuno ha iniziato a far girare su Facebook (ad esempio nei gruppi dei paesi limitrofi come «Sei di Azzano se...») foto e descrizione della ragazzina sperando in un fortunato avvistamento. Solerti utenti della rete social, armati di smartphone e buona volontà, si sono messi subito a cercare la piccola in strada, il tutto in un clima di palpabile apprensione e in un susseguirsi di post.

Nel frattempo anche i carabinieri hanno diramato una nota di ricerche a tutte le pattuglie sul territorio, con nome e descrizione della ragazzina. Non molto tempo dopo, per fortuna, ecco risolto il caso: si scopre che la piccola è all’Oriocenter, in compagnia di un’amichetta e dei genitori di quest’ultima, suoi vicini di casa. I quali erano convinti che la ragazzina avesse avvisato i suoi genitori del fatto che aveva accettato l’ invito dei vicini ad accompagnarli al centro commerciale. Cosa che invece, evidentemente, non era avvenuta. Un corto circuito nella comunicazione verbale, nell’era dei social.

Dopo essersi sentiti con i genitori e averli rassicurati del fatto che la loro bambina stava bene e si trovava in loro compagnia, i vicini di casa hanno atteso nel parcheggio del centro commerciale l’arrivo dei carabinieri, come ultimo atto per porre fine all’equivoco che aveva tenuto con il fiato sospeso una famiglia. E la comunità virtuale.


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