Bombassei: «Italia ammirevole, ma stop alla logica dell’emergenza»
Alberto Bombassei

Bombassei: «Italia ammirevole,
ma stop alla logica dell’emergenza»

L’unità del Paese è un bene prezioso e mi sembra che, fortunatamente, questa sia la direzione presa. Anche i primi provvedimenti del governo mi paiono positivi»: è questa l’analisi di Alberto Bombassei, deputato di Scelta civica a patron della «Brembo».

I volontari che scavano e la risposta delle istituzioni: che Italia esce dal terremoto?

«È ammirevole lo slancio collettivo e dovremmo esserne orgogliosi: in questi frangenti, si sa, l’Italia dà il meglio di sé. Le misure d’emergenza mi paiono coerenti con la necessità di un cambio di passo: i cinquanta milioni di euro per la gestione dell’urgenza e, soprattutto, lo stop agli obblighi contributivi e fiscali per le popolazioni colpite dal sisma sono un inizio incoraggiante. Detto questo, si può sempre imparare dagli errori del passato: qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare. Il messaggio dovrebbe essere quello di uscire dalla logica dell’emergenza e predisporre un piano strutturale antisismico: penso a una task force organica e a anche a una serie di regole più severe, facendo tesoro dell’esperienza altrui. Mi riferisco, per esempio, al modello offerto dal Giappone: un Paese molto più a rischio del nostro, eppure, grazie a rigorosi standard di costruzione, sono riusciti a limitare i danni».

Il terremoto, però, giunge mentre la ripresa stenta e alla vigilia di una Legge di stabilità complessa.

«È chiaro che il sostegno ai terremotati prevale su tutto, ma questo dovrebbe impegnare il governo a puntare con determinazione sul rilancio della produttività. Le premesse ci sono: le abbiamo viste nel vertice europeo di Ventotene e nel piano industriale proposto dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: stimoli agli investimenti e alla produttività. Con la relativa eccezione della Germania, tutti abbiamo i nostri problemi e noi qualcuno di più. È fondamentale imparare a fare sistema come Europa. Bisogna tornare a investire e per farlo occorre defiscalizzare, anche gli investimenti che i privati dovessero fare per interventi antisismici sulle proprietà immobiliari».


Leggi l’intervista completa su L’Eco di Bergamo in edicola il 29 agosto 2016

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