«Bossetti, denuncia tardiva». Archiviata  E mercoledì il muratore torna in aula
Massimo Bossetti

«Bossetti, denuncia tardiva». Archiviata

E mercoledì il muratore torna in aula

È stata archiviata la querela per diffamazione sporta da Massimo Bossetti contro il medico legale Fabio Buzzi che aveva parlato in televisione.

La querela è stata depositata fuori tempo massimo. È con questa motivazione, in particolare, che il gip Marina Cavalleri ha disposto l’archiviazione della denuncia per diffamazione presentata da Massimo Bossetti, il muratore a processo per l’omicidio di Yara, nei confronti del professor Fabio Buzzi.

Il 27 giugno 2014 il professor Buzzi, nelle vesti di responsabile dell’Unità di Medicina legale e Scienze forensi dell’Università di Pavia, rilasciando un’intervista alla trasmissione «Segreti e delitti» su Canale 5, dichiarò che nei laboratori del suo dipartimento – incaricati di svolgere le analisi – erano stati trovati anche peli di «Ignoto 1» (quindi di Massimo Bossetti, secondo l’accusa) fra le circa 200 tracce pilifere repertate sul corpo di Yara e nelle vicinanze. Le dichiarazioni innescarono un putiferio perché sembrava che, stando alle parole di Buzzi, oltre al Dna sugli slip della vittima l’accusa potesse contare anche su quello delle tracce pilifere. La notizia però era falsa, evidentemente frutto di una clamorosa svista del professor Buzzi, che ritrattò la sera stessa, dicendo che le analisi erano ancora in corso. Gli inquirenti smentirono e intervenne persino il professor Carlo Previderè (il genetista che aveva ricevuto l’incarico dalla Procura), di fatto per contraddire il suo capo: non erano stati trovati (e non sono mai stati trovati) peli di Ignoto 1 sul corpo della vittima.

Per quella vicenda Bossetti aveva comunque sporto querela tramite i suoi legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini. Del fascicolo si è occupato il procuratore aggiunto di Bergamo, Massimo Meroni, che tuttavia ha concluso per una richiesta di archiviazione. Gli avvocati di Bossetti si sono opposti e la questione è finita perciò in udienza, giovedì scorso, davanti al gip Marina Cavalleri. Il giudice ha sciolto la riserva, disponendo l’archiviazione del procedimento per tardività della querela (come avevano fatto notare gli avvocati difensori di Buzzi, Angela Fortunati e Carlo Enrico Paliero), proposta circa 8 mesi dopo i fatti dalla difesa di Bossetti, anziché entro i tre mesi previsti. Va detto che i legali del muratore non si erano dimenticati: hanno proceduto solo quando entrati in possesso della perizia sulle tracce pilifere, per essere sicuri che le affermazioni di Buzzi effettivamente non corrispondessero al vero. Intanto, però, i termini per la querela erano scaduti.

Nel frattempo si attende mercoledì 16 marzo per una nuova udienza del caso Bossetti: il carpentiere sarà in aula, interrogato dalla Corte dopo aver risposto alle domande del pm Letizia Ruggeri, dell’avvocato della famiglia Gambirasio e dei suoi legali. «Ne abbiamo viste di tutti i colori in quest’aula», ha accusato il muratore di Mapello, quando si è parlato dei filmati che per gli inquirenti ritraggono il suo autocarro mentre gira attorno alla palestra: «Quel video lo avete montato voi per i media: non è il mio camioncino» ha detto Bossetti. Interviene la presidente della Corte, Antonella Bertoja: «Noi abbiamo le registrazioni, valuteremo con quelle: lei ci spiegherà nei dettagli perché non lo ritiene il suo». Bossetti lo farà proprio mercoledì.


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