Bossetti, la mamma e la moglie deporranno in aula il 24 febbraio
L’arrivo della pm Ruggeri in Tribunale (Foto by Bedolis)

Bossetti, la mamma e la moglie
deporranno in aula il 24 febbraio

Prosegue il processo a carico di Massimo Bossetti, muratore di Mapello accusato del delitto di Yara. Lui potrebbe essere sentito il 4 marzo.

Nell’udienza del 24 febbraio saranno sentite Ester Arzuffi, la mamma di Bossetti, e Marita Comi, la moglie, con altri familiari dell’imputato. Per Massimo Bossetti, invece, l’esame potrebbe iniziare il 4 marzo.

Nell’udienza di oggi, 19 febbraio, al centro dell’attenzione i computer di Bossetti. Giuseppe Specchio e Rudi D’Aguanno, carabinieri del Racis, hanno risposto alle domande del pm Letizia Ruggeri. I due esperti hanno spiegato di aver analizzato due pc di Bossetti (uno fisso e uno portatile), 5 pendrive e una decina di cellulari: sui pc risultano ricerche di contenuti a luci rosse legate a ragazzine. Una ricerca databile risale al maggio del 2014, circa un mese prima dell’arresto.

I due consulenti hanno spiegato che sul pc c’erano tre account di accesso: quello di Bossetti, il profilo «amministratore» il profilo «ospite». In aula è stato detto anche che la sera della scomparsa di Yara, il 26 novembre 2010, il pc di Bossetti risultava accesso alle 23,37.

Il controesame dei due carabinieri da parte della difesa, invece, è stato rinviato. L’avvocato Paolo Camporini, che difende Bossetti insieme al collega Claudio Salvagni, ha infatti ha formulato due richieste alla Corte: il rinvio del controesame e la sostituzione dei due consultenti della difesa che hanno lasciato il pool difensivo, richieste che sono state accolte.

I consulenti informatici della difesa, ha spiegato Camporini, hanno lasciato l’incarico per «questioni di opportunità» in quanto, di recente, hanno assunto degli impegni di carattere istituzionale, compresa una consulenza per il Ros dei carabinieri. «Non vi è stato alcun contrasto nè con la difesa, nè con l’imputato», ha chiarito il difensore. consulenti, secondo il legale, a fronte di questi nuovi incarichi, hanno manifestato «un profondo disagio» nel proseguire l’attività con i difensori del muratore.


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