Bossetti, stop all’udienza - Video   Duro scontro sulla laurea del consulente
Il criminologo Ezio Denti (Foto by Bedolis)

Bossetti, stop all’udienza - Video
Duro scontro sulla laurea del consulente

Prima udienza del 2016 per il processo che vede Massimo Bossetti imputato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Una giornata che si è rivelata incandescente e che ha determinato addirittura la sospensione dell’udienza dopo un violento scontro verbale tra il pm Ruggeri e l’avvocato Salvagni, legale di Bossetti, sul consulente della difesa Ezio Denti e tra lo stesso Salvagni e l’avvocato Pelillo, legale della famiglia Gambirasio.

Denti si è presentato dicendo di avere una laurea in Ingegneria e due specializzazioni, in balistica forense e ricostruzione e analisi della scena dei crimine. Il consulente della difesa ha contestato le modalità con cui gli investigatori hanno proceduto all’estrazione delle immagini delle telecamere di sorveglianza in base alle quali l’accusa ritiene che il muratore di Mapello si fosse aggirato, a bordo del suo furgone, intorno alla palestra da cui scomparve la tredicenne di Brembate di Sopra il 26 novembre 2010.

Secondo Denti c’è stata un’errata modalità nell’acquisizione delle immagini, inoltre le tre telecamere interessate (quella della Polynt di Brembate Sopra, di una banca e di un distributore di carburante) non erano sincronizzate tra di loro e diverse immagini sono in bianco e nero di qualità scadente. Inoltre, sempre secondo Denti, non c’è una corrispondenza temporale tra le immagini del server e quelle di un cd relativi alla telecamera della Polynt: il criminologo ha sostenuto che non sono state rispettate le procedure peraltro descritte sullo stesso sito dei carabinieri.

Per il consulente della difesa di Massimo Bossetti, Ezio Denti, la comparazione eseguita dal Ris dei carabinieri tra il mezzo del muratore e il furgone la cui immagine è stata estratta dalle telecamere di sorveglianza è «esclusivamente soggettiva e discutibile». Il consulente, avvalendosi di slide, ha messo in rilievo parti di altri furgoni Daily in comune con quello dell’imputato. Ad avviso di Denti l’attività svolta, per essere attendibile, avrebbe comportato che «si facesse transitare lo stesso mezzo, con le stesse condizioni, davanti alla stessa telecamera». È contestato il metodo utilizzato per stabilire passo e altezza del mezzo e le immagini in bianco e nero non consentono naturalmente di stabilire il colore dell’Iveco Daily.

Fermo immagine del presunto furgone di Massimo Bossetti

Fermo immagine del presunto furgone di Massimo Bossetti

La deposizione di Denti è continuata ed è stata messa in dubbio anche l’attività investigativa svolta dai carabinieri sulla scorta della quale è stato scremato il numero di furgoni molto simili a quello di Bossetti. Il crimonologo ha detto che le strade sono piene di furgoni simili e ha fatto l’esempio di 7/8 tipi di furgoni, fotografati soprattutto nella Bassa Bergamasca, che non compaiono né negli elenchi dell’Iveco, né in quelli della Motorizzazione, elenchi sui quali si sarebbe basata l’indagine degli investigatori.

L’arrivo del pm e dei suoi consulenti

L’arrivo del pm e dei suoi consulenti
(Foto by Beppe Bedolis)

Ricordiamo che la rosa fu ridotta a cinque la rosa di mezzi simili, compreso quello di Bossetti. In base ai tabulati telefonici e alle testimonianza degli altri conducenti di Iveco Daily, gli investigatori trassero la convinzione che fosse proprio quello di Bossetti il furgone immortalato dalle immagini nel pomeriggio del 26 novembre 2010, quando Yara scomparve per esser trovata morta esattamente tre mesi dopo.

Denti ha anche tentato di confutare la testimonianza di un uomo che vide un furgone andare ad alta velocità nei pressi della palestra da cui Yara scomparve il 26 novembre del 2010. L’esperto ha mostrato una simulazione filmata per dimostrare come un mezzo che andasse oltre i 50 chilometri all’ora per quella strada avrebbe subito dei danni per via di due dossi che ha definito «importanti».

L’arrivo di Massimo Bossetti in tribunale

L’arrivo di Massimo Bossetti in tribunale

Quando ha preso la parola il pm Letizia Ruggeri, è esploso uno scontro accesissimo tra lo stesso pm e l’avvocato Claudio Salvagni, legale di Bossetti. Il pm ha chiesto conto a Denti dei suoi titoli di studio. Il criminologo ha risposto che la sua laurea è triennale e l’ha conseguita a Friburgo in Svizzera. In Italia ha il diploma di ragioniere. Il clima è diventato incandescente e, quando il pm Ruggeri ha replicato che a Friburgo con c’è l’Università di Ingegneria, ma soltanto un Istituto tecnico, Salvagni, non si è più trattenuto: «Adesso basta, è un processo al consulente o a Bossetti? Si stanno spendendo i soldi dei contribuenti per fare indagini sui nostri consulenti. A parte che per svolgere il lavoro di consulente non è necessaria una laurea, questa è un’aggressione incredibile. La difesa non ha i soldi infiniti della procure».

Dalla sala si è levato qualche applauso, al che è intervenuto il giudice Antonella Bertoja che , dopo un minaccioso «Fuori tutti», aveva riportato un po’ di calma in aula. Ma la tensione è riesplosa ancora per un pesante battibecco tra l’avvocato Enrico Pelillo, il legale di parte civile della famiglia Gambirasio, e lo stesso Salvagni, cosicché il giudice Bertoja ha preferito sospendere definitivamente l’udienza.

Il primo a intervenire come testimone stamattina era stato Rudy Caslini: una cameriera di un locale di Merate aveva sostenuto in aula di averlo sentito conversare, un giorno, con l’imputato sui vecchi tempi, quando trascorrevano il sabato sera in una discoteca di Chignolo d’Isola. L’uomo ha detto di conoscere Bossetti soltanto in modo superficiale, che la discoteca frequentata era «Il Gabbiano» di Chignolo d’Isola e che comunque lui non ricorda molto, anche perché è appena uscito da un coma farmacologico. Non è stato specificato da cosa sia stato causato il coma farmacologico.


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