Buoni spesa, distribuiti 646mila euro  Richieste, il 50% da famiglie con figli minori

Buoni spesa, distribuiti 646mila euro
Richieste, il 50% da famiglie con figli minori

I buoni spesa sono stati erogati dal Comune di Bergamo in queste ultime settimane a 1890 famiglie, per un totale complessivo di 646.590 euro.

L’Amministrazione di Bergamo, che è stata la prima ad attrezzarsi per far fronte alle richieste della cittadinanza sul tema dei buoni spesa, ha quindi speso l’intero ammontare del fondo destinato al capoluogo orobico dal Governo per sostenere le famiglie nell’emergenza COVID19: «Anzi, – spiega Marcella Messina – siamo riusciti a destinare anche extra fondi grazie a omaggi superiori a 20mila euro da parte delle ditte che gestiscono i buoni pasto».

Beneficiari dei buoni spesa in città sono stati cittadini privi di occupazione non destinatari di altri sostegno economico pubblico; partite Iva e altre categorie non comprese dai dispositivi attualmente in definizione a livello ministeriale; soggetti con Reddito di Cittadinanza attualmente sospeso, revocato e decaduto; nuclei familiari numerosi (5+ componenti); nuclei monogenitoriali; anziani soli con pensione minima o in assenza di pensione; nuclei che a seguito del COVID19 si trovano con conti corrente congelati o nella non disponibilità temporanea dei propri beni e che non possiedono strumenti di pagamento elettronici; nuclei con disabili in situazione di fragilità economica.

«Visto che per primi ci siamo organizzati per rispondere a questa esigenza forte – continua Messina – le nostre linee sono state intasate da chiamate che sono venute da tutto il nostro Paese, non solo dai comuni limitrofi. Cittadini che hanno chiamato da Salerno, Napoli, Roma, Torino, Milano, Reggio Calabria, a dimostrazione che abbiamo lavorato al meglio per comunicare le nostre disponibilità, ma anche che il virus ha generato una diffusa condizione di emergenza economica a cui servono risposte concrete e soprattutto immediate.»

Bergamo ha lavorato su strumenti differenziati, predisponendo carte prepagate (tra le quali la carta Soldo che consente acquisti in tutti gli esercizi) per oltre 100mila euro, carte che sono state consegnate dai volontari direttamente ai beneficiari del buono spesa; ha preso accordi con la grande distribuzione (Coop, Esselunga, Carrefour, Eurospin, MD, Auchan, Despar) per quasi 150mila euro di spesa; ha lavorato per ottenere 250mila euro in buoni pasto (Pellegrini, Edenred, Amilon) e con la Cooperativa Totem per dei pacchi di prodotti igienici.

In questo quadro, il valore medio del buono spesa è di circa € 300/350 e l’80% delle richieste vengono da famiglie non conosciute o in carico ai servizi sociali. Il 50% dei richiedenti è costituito da famiglie con figli minorenni, sul totale delle famiglie con minori circa il 60% hanno 2 o 3 figli. Il 6% delle richieste appartengono alla categoria delle famiglie monogenitoriali. Nella fascia degli anziani che hanno richiesto il buono spesa, il 51% vivono soli.

«Risulta evidente il fatto che le situazioni di fragilità – conclude l’Assessore Messina - andranno a moltiplicarsi nelle prossime settimane, a causa del lockdown che ha colpito soprattutto i lavoratori con contratti precari o già in situazioni più delicate. Da questo punto di vista, la raccolta di risorse nell’ambito del Fondo di Mutuo Soccorso della città di Bergamo potrà rappresentare una risposta importante e concreta alle esigenze dei nostri concittadini.»


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