Calano le riserve d’acqua in Bergamasca Oglio sotto dell’80%. Serve la pioggia

Calano le riserve d’acqua in Bergamasca
Oglio sotto dell’80%. Serve la pioggia

Riserve d’acqua in picchiata, con il bacino del fiume Oglio sotto dell’80% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. La mancanza di pioggia e nevicate si fa sentire e dalla Regione si preparano a valutare possibili interventi.

Maffeo Comensoli, imprenditore del volo, sorvola più volte al giorno con gli elicotteri della sua Elimast che decollano da Darfo tutto l’arco delle Orobie, dalla Val Brembana fino al massiccio dell’Adamello. La sua cabina di guida è quindi un osservatorio privilegiato per capire come la siccità di questo inverno rischia di avere conseguenze nefaste anche nella prossima primavera e nella prossima estate. «Il problema di questo inverno in particolare – spiega il pilota camuno – è che è stato preceduto da una estate molto asciutta, al termine della quale i bacini idrici della valle Camonica erano già mezzi vuoti. Solo se inizierà a piovere e nevicare in abbondanza, potremo evitare guai seri nei prossimi mesi».

Eppure, alle sponde dei laghi esposte al sole, ai versanti di roccia senza neve, ai boschi verdastri invece che imbiancati dai fiocchi, Maffeo Comensoli sta facendo l’abitudine: «Anche l’anno scorso, ai primi di gennaio, la situazione era analoga a quella di oggi, e simile a quella degli ultimi anni: ormai sono diversi inverni che la neve arriva molto tardi, ma certo è che alcune abbondanti nevicate servirebbero a tutti: alla montagna, al ghiacciaio dell’Adamello, al lago di Iseo e poi, di conseguenza, alla pianura che dovrà essere irrigata nei mesi caldi dell’anno. Se, al contrario, non si accumulano scorte di neve sui monti, la situazione non può che peggiorare».

Lavorando per Enel in val Brembana, in val Seriana e in val Camonica, Comensoli può controllare dall’alto i laghi artificiali: «Alcuni di questi bacini – spiega – vengono tenuti semivuoti per poter effettuare la manutenzione delle dighe e non dover tenere in quota i guardiani. Solo pochi invasi, i più strategici, trattengono ancora tanta acqua. Il problema è che, senza neve, non si riempiranno più».


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