Carnate, il treno per 10 km senza guida
Inchiesta aperta: locomotore sequestrato

Giovedì 20 agosto inizia la rimozione dei binari e delle macerie alla stazione di Carnate Usmate (Monza e Brianza), dove mercoledì un treno è deragliato.

Carnate, il treno per 10 km senza guida Inchiesta aperta: locomotore sequestrato
Il treno deragliato
(Foto di Ansa/Andrea Fasani)

Ha viaggiato per chilometri tra i campi della Brianza, senza nessuno alla guida, finendo per schiantarsi alla stazione successiva. Poteva essere una tragedia, ma a bordo del treno «fantasma» 10776 viaggiava un solo passeggero, che se l’è cavata con qualche contusione. Ma ai soccorritori la scena dei convogli usciti dai binari a Carnate, ribaltati e messi di traverso, 3 su 5 oltre la motrice, ha ricordato da vicino le tragedie di Pioltello e Lodi, tanto che la Procura di Monza ha aperto un’inchiesta - coordinata dal pm Michele Trianni e dal procuratore capo Claudio Gittardi - per disastro ferroviario colposo, al momento a carico di ignoti.

Intanto Trenord, che ha spiegato che «per cause da accertare, il treno 10776 si è mosso dalla stazione di Paderno senza personale a bordo (macchinista e capotreno)» e che «i sistemi di sicurezza dell’infrastruttura sono entrati subito in funzione e hanno instradato il treno verso il binario tronco della stazione di Carnate», ha istituito «una commissione interna per chiarire cause e responsabilità, fra cui il comportamento dell’equipaggio».

A quanto pare, alla stazione di Paderno d’Adda (Lecco), da cui il treno sarebbe dovuto partire alle 12.22, il macchinista e il capotreno sono scesi per concedersi una pausa, e il treno si è messo in moto prima del tempo, senza nessuno alla guida, sfruttando probabilmente una leggera pendenza presente in quel tratto. Viaggiando a bassa velocità per quasi 10 km senza macchinisti, è arrivato poco dopo le 12 alla stazione successiva, quella appunto di Carnate, dove è stato deviato dai tecnici di Rfi su un binario morto. Macchinista e capotreno sono stati assistiti dall’Areu alla stazione di Paderno d’Adda dopo essersi provocati lievi ferite per cause ancora da accertare, mentre il passeggero è stato medicato a Carnate e poi portato in ospedale per precauzione.

«Stavo mangiando quando ho sentito un rumore tremendo, mi sono affacciata alla finestra e ho visto il treno rovesciato e avvolto da una nuvola di fumo» ha raccontato una signora che vive proprio sopra la stazione e che dall’alto ha visto bene le carrozze messe di traverso sui binari e il muro di cinta abbattuto dall’urto del convoglio. «Abbiamo sentito un boato e siamo usciti subito, pensavamo a un terremoto - ha detto una dottoressa che lavora nello studio medico di fianco al muro crollato - per fortuna nessuno pare si sia fatto male». «Poteva andare molto peggio» è quello che hanno pensato tutti, perché è solo per l’agosto inoltrato, con mezza Lombardia in ferie, se su quel treno della linea Milano-Lecco, solitamente assai frequentato, questa mattina non c’erano studenti, lavoratori e pendolari, ma solo un passeggero.

«Questi eventi non devono accadere» ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, spiegando di aver «subito chiesto a Rfi e Trenord di accertare le cause». «Se si è trattato di un errore umano dell’equipaggio - ha aggiunto l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi - ritengo siano necessari provvedimenti adeguati nei confronti dei responsabili da parte di Trenord o delle autorità competenti». «Ennesimo episodio sulla nostra rete ferroviaria, che poteva finire molto peggio - dichiara Niccolò Carretta, consigliere regionale di Azione -. Trenord faccia chiarezza il prima possibile. La Regione è sempre convinta ad affidare il servizio nuovamente a Trenord senza gara?».

Mentre Polfer, vigili del fuoco, protezione civile, tecnici di Rfi e personale di Trenord tentavano di ricostruire l’accaduto, l’azienda di trasporti ha attivato dei bus sostitutivi, accompagnati da lunghe attese. Oggi inizia la rimozione dei binari e delle macerie, visto che il pm ha disposto il sequestro della sola locomotrice e non dell’intera area del disastro.

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