Casa-Università, l’Università e la Web Serie per ridurre le emissioni CO2 - Il video

L’Università degli Studi di Bergamo è tra i promotori del progetto europeo U-Mob, finanziato dal programma Life della Commissione Europea. E per sensibilizzare maggiormente al tema della mobilità sostenibile per ridurre le emissioni di CO2 ha dato vita a una vera e propria «web serie».

Nato nel 2016, il progetto europeo U-Mob è finalizzato alla creazione di una rete universitaria per facilitare lo scambio e il trasferimento di conoscenze sulle migliori pratiche di mobilità sostenibile tra le università europee. La rete è costituita da università aderenti, ma anche da stakeholder che condividono con le Università l’impegno a far muovere la loro comunità in modo sostenibile. Orientata alla riduzione delle emissioni di CO2 dovute alla mobilità della comunità universitaria, promuove efficienza, competitività e integrazione sociale.

Destinataria privilegiata dell’iniziativa è la comunità universitaria: studenti, docenti e personale amministrativo. Molte delle iniziative che il progetto mette in campo si rivolgono soprattutto agli studenti, che saranno gli utenti della strada di domani. Ottimizzare gli spostamenti casa-università, inoltre, ha evidenti ricadute positive sull’intera cittadinanza.

Partner italiana del progetto è l’Università degli Studi di Bergamo. Così nelle parole del Magnifico Rettore Remo Morzenti Pellegrini: «L’Università di Bergamo è tra i promotori del progetto europeo U-Mob Life. Tra i suoi principali obiettivi la costruzione di una rete europea di università impegnate a promuovere modalità di spostamento casa-università che impattino il meno possibile sull’ambiente».

I flussi di mobilità dati dall’esigenza di accedere ai campus universitari contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria delle nostre città. Obiettivo è ridurre le emissioni di CO2, incoraggiando la comunità universitaria a fare scelte di mobilità a basso impatto ambientale e che possano garantire una migliore qualità di vita. Un traguardo ambizioso, ma non irrealizzabile.

Se ne occupa in primis la figura del Mobility Manager, responsabile del piano di spostamenti casa-lavoro. È essenziale «concepire gli spazi delle nostre città in modo che inducano a muoversi a piedi o in bicicletta. Il percorso deve essere sicuro, diretto, ricco di elementi attrattori» ha spiegato Maria Rosa Ronzoni, Mobility Manager dell’Università degli Studi di Bergamo e Project leader all’interno del gruppo di lavoro espresso da UniBg, partner italiano di U-Mob.

Il progetto U-Mob è riuscito ad aggregare 22 atenei italiani. Un altro dato significativo è che il network universitario in ambito europeo si compone di ben 85 aderenti . Numeri importanti, considerando che le università sono crocevia significativi per la mobilità che producono tanto nel loro interno quanto in ambito urbano. Grazie a convenzioni per incentivare mezzi pubblici di trasporto collettivo o di car sharing, campagne per sensibilizzare l’utilizzo di biciclette, definizione di percorsi pedonali, messa a disposizione di postazioni di e-mobility, gli Atenei possono promuovere tra la comunità universitaria e quella cittadina un nuovo modo di spostarsi, in un dialogo propositivo con il territorio.

Tutto questo viene ora promosso attraverso una serie di sette clip realizzate dall’Università degli Studi di Bergamo con la produzione esecutiva di «Officina della Comunicazione», casa di produzione documentaristico-cinematografica di Bergamo. Le clip, ideate anche in occasione della Settimana Europea Mobilità Sostenibile 2021, raccontano le realtà di alcuni campus italiani e le rispettive iniziative, fra traguardi raggiunti e previsioni per il futuro. Non senza riferimenti all’attualità: mai come oggi, in tempi di pandemia, è necessario rivedere abitudini e stili di vita.

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