Case popolari, morosità in calo
Ma Bergamo è l’eccezione lombarda

È una voce fuori dal coro rispetto alla media regionale il dato sulla morosità reso noto dall’Aler di Bergamo Lecco e Sondrio: in calo dell’1,32% sugli alloggi di proprietà.

Il presidente, Luigi Mendolicchio, riconosce l’ottimo risultato, frutto delle azioni messe in campo per prevenire e contenere la morosità: «Abbiamo incontrato almeno 400 famiglie di nostri assegnatari e con loro, ascoltando e adattando le richieste sulla base delle singole situazioni, si è ragionato sulla formulazione di un piano di rientro sostenibile. Una strategia di riscossione tutt’altro che impositiva, perché ha tenuto conto delle difficoltà economiche personali. A questo si è aggiunto un lavoro di differenziazione dei sistemi di pagamento, di sostegno al reddito attraverso l’erogazione di contributi, di solleciti costanti e tempestivi all’inquilino non in regola con i pagamenti, attraverso circolari, raccomandate».

«I primi passi – conclude il presidente Aler - sono l’incontro e il colloquio con la persona in difficoltà, per capire meglio la sua situazione, segue quindi l’analisi dei problemi rilevati e la valutazione, insieme al singolo, di un accordo per il rientro graduale dal debito. Esistono tuttavia casi in cui gli assegnatari approfittano indebitamente del vantaggio di aver ricevuto in assegnazione una casa, si tratta di casi irrecuperabili, per i quali si rende necessario procedere allo sfratto».

L’andamento del livello di morosità ha subito una crescita costante, negli anni che vanno dal 2012 al 2014. Il cambio di passo si è registrato a Bergamo dove, a partire dal 2014, la parabola ha iniziato il suo percorso discendente passando dal 14,69% al 13,37% del 2015, un dato fortemente al di sotto di quello del 2013 e pressoché unico per il settore, in Lombardia.

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