Centri antiviolenza, richieste in calo Ma non è un buon segno

Centri antiviolenza, richieste in calo
Ma non è un buon segno

La rete degli sportelli è aperta anche in periodo di isolamento «Paura di denunciare, perché le vittime non riescono a farlo in sicurezza».

Le mura domestiche non rappresentano un rifugio sicuro per tutte le donne e, in queste settimane di isolamento, la casa può trasformarsi in una trappola. La convivenza forzata rischia di esporre a ulteriori pericoli le vittime di maltrattamenti o abusi e, per questo, i centri e gli sportelli antiviolenza bergamaschi ribadiscono il loro sostegno alle donne in difficoltà.

«Noi ci siamo» è l’ appello delle cinque Reti antiviolenza, che rilanciano i servizi di ascolto, accoglienza, sostegno psicologico e assistenza legale, in via telefonica ma anche con incontri diretti in caso di necessità.

«Attiveremo le strutture di ospitalità per situazioni gravi - scrivono le Reti antiviolenza orobiche -. Siamo pronte ad accogliervi se vi sentite in pericolo o avete bisogno di sostegno, naturalmente nel rispetto delle disposizioni governative di questa emergenza sanitaria. Possono essere contattate anche le forze dell’ ordine e, ora che siamo tutti a casa, possiamo darci una mano segnalando situazioni di violenza domestica. La legge protegge con l’ anonimato chi segnala». I centri - gestiti dall’ associazione Aiuto Donna e dalla Coop Sirio - stanno lavorando sui percorsi di uscita dalla violenza già in corso, ma recentemente le richieste di aiuto si sono quasi azzerate.

La violenza non rallenta «Il dato non è purtroppo un sintomo di un rallentamento degli episodi - spiega Maria Teresa Heredia, coordinatrice della Rete antiviolenza Isola e Val San Martino -, ma più probabilmente fotografa la paura a denunciare in un periodo in cui le vittime non riescono a farlo in sicurezza». Al centro antiviolenza di Terno d’ Isola, ad esempio, a fronte di una media di quasi sei richieste di ascolto al mese (dati 2019), nelle ultime tre settimane non ne sono pervenute.

Per richiedere aiuto è attivo il numero nazionale 1522 e l’ app «1522 Anti Violenza e Stalking».

Sul territorio della nostra provincia sono a disposizione i centri antiviolenza di Bergamo (035.212933), Treviglio (0363.301773), San Pellegrino (0345.21619), Seriate (035.303266) e Terno d’ Isola (035.19910067) oltre che agli sportelli di Dalmine (035564952), Sant’ Omobono (035851782, int. 3), Almenno San Bartolomeo (035851782, int. 3), Castel Rozzone (0363301773), Rivolta d’ Adda (0363.301773), Brignano (0363301773), Romano (366.1695996) e Vigano San Martino (035821563).


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