«Cercate l’anima gemella in Rete? Attenzione alle truffe, si rischiano soldi»

«Cercate l’anima gemella in Rete?
Attenzione alle truffe, si rischiano soldi»

Adiconsum Bergamo: «Negli ultimi mesi sono passate nei nostri uffici diverse persone che sono state truffate da siti di incontri, nati per favorire la ricerca dell’anima gemella e in molti casi vere e proprie trappole che prosciugano il portafoglio».

«Negli ultimi mesi sono passate nei nostri uffici diverse persone che sono state truffate da siti di incontri, nati per favorire la ricerca dell’anima gemella e in molti casi vere e proprie trappole che prosciugano il portafoglio». Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, conferma così i risultati dell’ultimo rapporto di Eurostat su quanti cercano l’anima gemella in Rete, sottolineando che la situazione è problematica anche nella provincia di Bergamo. I truffatori della Rete non fanno distinzioni: le vittime appartengono a entrambi i generi e sono di diversa estrazione sociale. «L’ultimo caso è una signora di oltre 80 anni, che è venuta da noi accompagnata dalla badante…», spiega Busi.

Tra gli internauti europei aumenta annualmente il numero di chi sul web cerca proprio l’anima gemella attraverso iscrizioni a siti d’incontri e agenzie matrimoniali. E l’approssimarsi di San Valentino non frena certo la corsa. Tra questi, tuttavia, alcuni consumatori non coronano affatto il romantico sogno, segnala il Centro europeo dei consumatori, ma appunto incappano in indesiderati abbonamenti a pagamento o truffe di vario genere. «Anche nel 2019 il Centro ha ricevuto molteplici richieste di assistenza da parte di consumatori che lamentavano esorbitanti addebiti a opera di siti di incontri che, proponendo allettanti prove gratuite o particolarmente convenienti, finivano col rivelarsi delle trappole senza via d’uscita», dichiara il direttore, Maria Pisanò.

Cercare l’anima gemella in Rete non è, tuttavia, rischioso in sé: bisogna tenere a mente alcune semplici precauzioni, per esempio verificare prima di tutto dove si trova la sede legale dell’azienda titolare del sito: se questa si trova in uno stato vincolato all’applicazione della normativa europea a tutela del consumatore, è obbligato a fornire determinate informazioni prima della sottoscrizione dell’abbonamento, come recapiti, indirizzo e dati identificativi del proprietario del sito. Gli interessati dovrebbero poi sempre leggere con attenzione le condizioni contrattuali e le modalità di disdetta dell’abbonamento. «Adiconsum Bergamo ha già chiuso positivamente una decina di contenziosi con siti non graditi, mentre stiamo verificando altre situazioni che si sono presentate in questi giorni. Quello che raccomandiamo, come al solito, è di fare attenzione quando diamo il consenso su qualunque sito. Se poi le cose non andassero nel modo auspicato – conclude Busi – non bisogna avere vergogna di rivolgersi a chi può dare una mano».


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