Bergamo: 10.426 positivi, 35 in un giorno «La fase 2? Ci sarà una nuova normalità»

Bergamo: 10.426 positivi, 35 in un giorno
«La fase 2? Ci sarà una nuova normalità»

Ecco i dati della quotidiana conferenza stampa della Regione Lombardia.

Sono in calo i ricoveri in terapia intensiva in Lombardia: in totale sono 1122, -21 rispetto a lunedì. E i ricoveri non in terapia intensiva sono 49, «un dato che si è praticamente azzerato ed evidenzia i risultati dei grandi sforzi fatti», ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. I positivi sono 61.326 con 1.012 nuovi casi ma i tamponi sono stati solo 3.778. I decessi sono 11.142, 241 in più mentre lunedì erano stati 280.

«Nei Pronto Soccorso ci dicono che si è tornati quasi a una situazione di normalità. Negli ospedali si presentano più pazienti con patologie ordinarie che pazienti Covid» ha continuato Giulio Gallera.

Ecco i dati forniti nella conferenza stampa di martedì 14 aprile.

I DATI DI BERGAMO
I pazienti Covid sono nella Bergamasca 10.426 con un incremento di 35 persone nelle ultime 24 ore. Lunedì erano stati +82 persone . I decessi nella Bergamasca sono arrivati a 2.754, +30 nelle ultime 24 ore.

A Brescia invece si sono accertati 125 nuovi casi e il totale è arrivato a 11.093 unità.

La provincia di Milano ha raggiunto i 14.350 casi di coronavirus, 189 più di lunedì, quando erano 481. In città i nuovi casi accertati sono stati 57, quando lunedì sono stati 296.

La curva del trend degli eventi respiratori ed infettivi. La linea blu è Bergamo

La curva del trend degli eventi respiratori ed infettivi. La linea blu è Bergamo

«Da oggi continuiamo a darvi i dati ma questo elemento di approfondimento perde la sua attenzione, ha trovato una sua situazione di stabilità, è bene che si parli del domani, di come progettare la riapertura la ripresa» lo detto l’assessore al Welfare, spiegando che «non c’è una situazione critica all’interno delle nostre strutture ospedaliere». «L’attenzione deve rimanere alta», ha aggiunto Gallera «ma iniziamo a guardare a come riprendiamo la nostra quotidianità che sarà diversa».

«L’apertura - ha chiarito Caparini - non può prescindere dal quadro sanitario che sarà la base su cui delineare le linee guida affidate a un gruppo scelto tra le cinque più importanti università lombarde. Indicazioni che saranno portate al Tavolo per lo Sviluppo della Lombardia composto da tutte le organizzazioni di categoria, le rappresentanze economiche, sociali, sindacali e culturali. Saremo tutti uniti per definire quale sarà la “nuova normalità”».

«In molti ci chiedono più tamponi. Noi stiamo facendo il massimo che il mercato ci consente di fare perché c’è un problema di reagenti. Abbiamo una grande potenzialità, avendo coinvolto tutti i laboratori della Lombardia, sia quelli pubblici, che quelli privati convenzionati che quelli privati per processare i tamponi. Siamo passati da 5000 a più di 10.000 tamponi al giorno» ha aggiunto Gallera.

In merito al test sierologico che Regione Lombardia intende effettuare sul territorio dal 21 aprile, l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha spiegato che «questo test sierologico serve per capire se gli anticorpi non solo ci sono, ma se sono anche immunizzanti». In merito al «target» a cui destinare il test, Gallera ha spiegato che «è per coloro che devono rientrare a lavorare: sia gli operatori sanitari, che i cittadini dopo le loro quarantene. Lo faremo su tutto il territorio. Anche su Milano, con il combinato virologico-sierologico».

«Il test sierologico - ha spiegato Gallera - è molto più veloce ed affidabile, consente di verificare se gli anticorpi sono immunizzanti e cioè se hanno sterilizzato il virus così da poter riprendere una vita sociale senza correre il rischio di infettare qualcuno. A regime, pensiamo di riuscire a farne fino a 20.000 al giorno».

Infine «si è insediato su iniziativa del presidente Fontana, il ”Comitato dei Saggi” per discutere sulle fasi che seguiranno l’attuale situazione di emergenza sanitaria». Il Comitato è composto dai Rettori dell’Università Cattolica di Milano, dell’Università di Bergamo, del Politecnico di Milano, dell’Università degli Studi di Milano, dell’UniBicocca di Milano, della Bocconi di Milano e dal Presidente del Comitato regionale di Coordinamento delle Università di Lombardia in rappresentanza di tutte le Università lombarde. «Si sono riuniti in teleconferenza alla presenza del vicepresidente Fabrizio Sala, dell’assessore al Bilancio, Davide Caparini, dell’assessore alla Montagna, Massimo Sertori, dell’assessore all’Ambiente, Raffaele Cattaneo e di quello all’Agricoltura, Fabio Rolfi» fa sapere una nota che spiega l’obiettivo del comitato: «Avrà il compito di fornire al Tavolo per lo Sviluppo di Regione Lombardia, al quale siedono tutti i rappresentanti delle categorie sociali e produttive, un progetto che, nell’analizzare temi economici, sociosanitari, scientifici e culturali, fornisca indicazioni per la ripartenza della Lombardia sul medio e lungo periodo. Tale progetto - nel quale sono coinvolti i capigruppo di maggioranza e opposizione in Consiglio regionale - dovrà tener conto, della specificità lombarda, puntando su innovazione e inclusione».

Riguarda qui la conferenza stampa


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