Consumi: si aspetta un Natale positivo Dieci miliardi in regali, spesa a +5%. E tu?

Consumi: si aspetta un Natale positivo
Dieci miliardi in regali, spesa a +5%. E tu?

Dopo sette anni di crisi, il Natale 2015 sarà finalmente positivo. Le famiglie spenderanno 10 miliardi per i regali, cioè 166 euro a persona, con un aumento del 5% su anno.

Un dato in crescita, dopo anni di riduzione, rispetto al 2014 quando la spesa per regali si era attestata a 9,8 miliardi pari a 158 euro a persona. Ma la spesa resterà comunque inferiore del 30% rispetto ai livelli del 2009. Sono le previsioni dell’Ufficio studi di Confcommercio sui consumi di Natale. Per il 38,8% degli italiani questo Natale sarà il primo di uscita dalla recessione (una percentuale doppia rispetto al 2014 quando era al 19,2%). Le tredicesime sono stimate in crescita dell’1,6% e valgono 39,4 miliardi. Di questi 7,9 miliardi sono destinati al Fisco tra Ici, Imu, Tasi, tasse auto e canone Rai; 10 miliardi saranno destinati invece ai regali di Natale. E a questo proposito l’85,9% degli italiani farà i regali contro l’85,2% del 2014.

«Sulla base dei dati del passato non c’è un impatto degli attentati terroristici dal punto di vista macroeconomico». Lo sostiene il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, che ha analizzato gli effetti sugli andamento del Pil e sulla fiducia di imprese e famiglie dell’attacco alle Torri gemelle e alla metropolitana di Londra. «L’Occidente dal punto di vista economico avrebbe gli anticorpi per reagire al terrorismo senza discontinuità negli andamenti macroeconomici», spiega Bella.

«Il governo non ha ancora vinto la scommessa di trasformare la crescita statistica in una ripresa diffida e robusta». Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. «Bisogna avere più coraggio nel tagliare le tasse, ridurre il deficit di legalità e la spesa improduttiva e annullare la cattiva burocrazia. Solo così nel 2016 potremo avere una crescita del Pil più forte che ci consentirebbe di eliminare le clausole di salvaguardia», aggiunge il presidente. Se dovessero scattare, l’associazione stima che le imposte aumenterebbero di 34,7 miliardi tra 2017 e 2018.

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