Conte in riunione alla Protezione civile Al vaglio la chiusura delle scuole

Conte in riunione alla Protezione civile
Al vaglio la chiusura delle scuole

Una riunione tra il premier Giuseppe Conte ed i ministri è prevista alle 12.30 nella sede della Protezione Civile.

Al vaglio ci sarebbe un nuovo decreto del presidente del Consiglio sull’emergenza coronavirus e la decisione dell’esecutivo sull’eventuale chiusura delle scuole nelle Regioni più colpite dall’emergenza coronavirus. Nuovi contatti sono previsti con i presidenti di Regione.

Venerdì, in conferenza stampa, La Regione Lombardia aveva proposto al Governo di «mantenere per un’altra settimana le misure di contenimento già attuate, sia quelle nei comuni della zona rossa, che quelle previste per tutta la Regione». «È una decisione - aveva spiegato il governatore Fontana - che nasce dopo un approfondito confronto con personalità tecnico scientifiche di grande spessore».

Il governo si esprimerà quindi a breve sulla richiesta di prorogare la chiusura delle scuole per un’altra settimana. Si tratta di una decisione che riguarda oltre 136 mila studenti delle scuole bergamasche. Misure che, secondo l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, «sono necessarie per controllare la diffusione del virus ed evitare che colpisca tutta la Lombardia. È una decisione che nasce dopo un approfondito confronto con personalità tecnico scientifiche di grande spessore che possono aiutare a fare chiarezza sulla situazione».

L’ipotesi avanzata dal Pirellone non prevede però, per questa eventuale seconda settimana di misure restrittive, la chiusura totale delle scuole, ma solo la sospensione delle lezioni. «La differenza – ha spiegato il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala – sta nel fatto che la chiusura significa proprio chiudere i plessi scolastici. La sospensione, invece, significa che gli istituti con lo smart learning possono attivare questo tipo di pratica. Così solo il personale docente si recherebbe a scuola. Questo è un esempio di come si potrebbe migliorare la situazione».

Una spiegazione che non convince completamente dirigenti scolastici e sindacati: con il termine sospensione delle lezioni infatti generalmente si intende che le scuole sono aperte, ma che personale Ata e staff della dirigenza hanno l’obbligo di recarsi a scuola. Tale obbligo non è esteso però anche ai docenti, che potrebbero quindi rimanere a casa. Sulla possibilità di lasciare a casa da scuola gli studenti si è espressa anche la ministra all’Istruzione, Lucia Azzolina. «Non decide il ministero dell’Istruzione sull’apertura delle scuole – ha dichiarato nel corso di una trasmissione televisiva –: ho sentito i governatori, mi auguro che le scuole riaprano il prima possibile ma non è il ministro né i governatori a dover prendere una decisione così importante, che deve essere supportata dall’Istituto superiore di Sanità. Sarà l’Istituto a dirci come comportarci: stiamo parlando della salute dei nostri studenti e delle loro famiglie. Fermo restando che le situazioni sono diverse: in Friuli e in Trentino non c’è la stessa situazione presente in Veneto e Lombardia. Spero prevalga la ragionevolezza confortata dai dati sanitari».


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