Coronavirus, appello del Sindaco Gori «Bergamo non ti fermare»

Coronavirus, appello del Sindaco Gori
«Bergamo non ti fermare»

Il primo cittadino di Bergamo: «Seguiamo le indicazioni, ma andiamo avanti con intelligenza e senza allarmismi. La cultura per reagire al virus».

«Bergamo non ti fermare!»: inizia così l’appello che il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha lanciato ai propri concittadini dalla sua pagina Facebook. Un invito a seguire le indicazioni del Ministero della Salute e di Regione Lombardia, ma allo stesso tempo a non farsi prendere da allarmismo e reagire al momento delicato che sta vivendo il Nord Italia.

«Questi giorni ci hanno messo a dura prova. – prosegue Gori - Le notizie sulla diffusione del virus e le prescrizioni che a partire da domenica hanno limitato tanti aspetti della nostra vita hanno generato un clima di preoccupazione che è andato molto aldilà del necessario. E’ come se il nostro spirito attivo e positivo fosse improvvisamente spento e intimidito. La città sembra sospesa. Io credo sia giusto seguire le indicazioni, ma al tempo stesso dobbiamo andare avanti con intelligenza e buon senso, senza allarmismi. Sono convinto che un virus non fermerà Bergamo, né oggi né in futuro, e noi che amiamo questa città dobbiamo ridarle presto coraggio e vivacità.»

«Con questo spirito stasera (ieri, ndr) ho proposto a mia moglie Cristina di venire a cena da Mimmo (un classico per noi bergamaschi): per passare una bella sera insieme e dare un piccolo segnale: per dire a noi stessi, e per dire a tutti, Forza Bergamo!»

Il Sindaco ha anche indicato la cultura come la via da seguire per reagire al coronavirus attraverso il suo account twitter, chiedendo al Governo la riapertura dei musei non appena la situazione lo permetterà: «Come reagire al coronavirus? D’accordo con Beppe Sala: il primo segnale di reazione, positività e fiducia può venire dalla cultura. Senza abbandonare la prudenza. Riaprire i musei sarebbe un segnale importantissimo. Tanti sindaci la pensano così, spero anche il ministro Dario Franceschini».


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