Covid e misure nelle Regioni, Fontana: «Rendere più semplici i parametri»
Attilio Fontana (Foto by Archivio)

Covid e misure nelle Regioni, Fontana: «Rendere più semplici i parametri»

Il presidente della Regione Lombardia sintetizza così la proposta formalizzata mercoledì 12 maggio dalle Regioni durante la riunione della Conferenza delle Regioni.

«Modificare e rendere più semplici i parametri che verranno utilizzati per individuare le misure che consentiranno diversi gradi di libertà all’interno delle nostre regioni». Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sintetizza così la proposta formalizzata oggi dalle Regioni durante la riunione della Conferenza delle Regioni, alla quale hanno preso parte anche il ministro degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, e quello della Salute, Roberto Speranza. «La proposta che le Regioni presentano al Governo - conclude Fontana - è giunta al termine di un intenso e positivo momento di confronto che prevede anche l’istituzione di un “tavolo congiunto” per monitorare la situazione e cercare di rendere l’estate di tutti gli italiani più libera e più semplice».

«Il modello adottato in questi mesi ha funzionato e ci ha consentito di affrontare la seconda e terza ondata senza un lockdown generalizzato, ma con specifiche misure territoriali. Ora, nella nuova fase, caratterizzata dal forte avanzamento della campagna di vaccinazione e dai miglioramenti dovuto alle misure adottate, lavoriamo con l’Iss e con le regioni per adeguare il modello immaginando una maggiore centralità di indicatori quali l’incidenza e il sovraccarico dei servizi ospedalieri». Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, da quanto si apprende, nel suo intervento nella riunione con le Regioni. Il ministro, secondo quanto si apprende, ha inoltre sottolineato che si è «impegnati a salvaguardare l’uso di sistemi di allerta precoci che possano consentire interventi adeguati e tempestivi sempre differenziando tra diversi territori».

Stabilire un numero minimo di tamponi da effettuare, proporzionato ai 4 livelli di rischio legati all’incidenza, che corrispondono ad altrettanti colori: in zona rossa, che scatterebbe con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti, andrebbe effettuato un minimo di 500 tamponi. In arancione, tra i 150 e i 249 casi, il minimo è 250. In gialla, tra i 50 e 149 casi, se ne effettuano almeno 150. In bianca, fino a 49 a casi, almeno 100. È quanto chiedono le Regioni durante l’incontro con l’Esecutivo che - si apprende dai governatori - avrebbe manifestato “apertura” sulla proposta, che dovrà trovare risposta concreta nei prossimi giorni.

Le Regioni hanno chiesto al Governo anche l’istituzione immediata di un tavolo tecnico per valutare le proposte sulle modifiche ai parametri di valutazione del rischio del contagio: l’obiettivo è aggiornare il sistema di monitoraggio e controllo in linea con l’evoluzione della pandemia, garantendo ai territori la necessaria tutela da repentini declassamenti, dovuti a indicatori poco rilevanti in termini di impatto reale sul sistema sanitario, anche in vista della stagione turistica.


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