Disabile e in ospedale con il covid-19 Un piccolo gesto le «salva» la vita

Disabile e in ospedale con il covid-19
Un piccolo gesto le «salva» la vita

Il caso di Flaviana, in isolamento e senza riuscire a parlare, si stava lasciando andare perchè pensava di essere stata lasciata sola. Ha reagito grazie ad alcuni foto che i parenti sono riusciti a recapitarle in ospedale.

«Pensavo foste tutti morti, per questo mi stavo lasciando morire anch’io». Trascina ancora le parole Flaviana, ma si fa capire benissimo dalle due sorelle Sonia e Ornella e dal marito Paolo, che decifrano anche i più piccoli gesti e le espressioni del viso. «Quando poi sono arrivate le vostre foto ho capito che fortunatamente non era così».

Flaviana è appena stata dimessa dall’ ospedale. Anche a lei, 64enne della Val Seriana, è stato diagnosticato il Covid-19, ma la positività al virus è stato un dramma nel dramma visto che da due anni soffre anche di una malattia neurodegenerativa rara per cui gli stimoli che partono dal cervello arrivano sfumati al corpo creando problemi alla parola e alla deambulazione. Le sue condizioni di salute sono peggiorate velocemente e il 7 marzo ed è stata portata in ospedale. Nei primi tre giorni di ricovero i parenti l’hanno assistita, poi è arrivata la telefonata con il risultato del tampone e da allora Flaviana è stata isolata senza che nessuno l’ abbia nemmeno potuta salutare e spiegare la situazione. Non essendo auto-sufficiente e facendo fatica a parlare non ha più potuto comunicare con l’esterno.

A casa ricevevano sue notizie con il contagocce: una volta al giorno, una rapida chiamata e uno stringato bollettino medico. L’ ospedale era vicino al collasso e a volte non riusciva nemmeno a garantire quei pochi minuti di speranza che per i famigliari erano l’ unico appiglio a cui aggrapparsi. Ogni squillo era un sussulto e lo stesso suono poteva portare sia buone, sia cattive notizie.

È in questi lunghissimi spazi di silenzio che Sonia ha cominciato una battaglia per Flaviana, ma anche per tutti i pazienti che sono nelle sue stesse condizioni: disabili e affetti da coronavirus. L’ obiettivo era quello di far arrivare alla sorella un messaggio, un oggetto, anche solo una foto, che potesse farle sentire l’ amore dei suoi cari e farle capire di non essere sola. Ha cominciato, così, a far girare il suo appello sui social fino a quando un uomo delle forze dell’ ordine lo ha raccolto e a titolo personale è riuscito nell’impresa.

Da quel momento Flaviana, avendo compreso di non essere stata abbandonata, ha reagito e le cure hanno cominciato a fare effetto, le sue condizioni di salute inaspettatamente e rapidamente sono migliorate, tanto che il 19 marzo è potuta tornare a casa. Nessuno le aveva spiegato la situazione, non aveva capito che cosa stesse succedendo e non riuscendo a comunicare, pensava di essere rimasta sola. È bastato un piccolo gesto, una foto dei suoi cari per tornare a sperare.


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