Dormitorio incendiato in Kenya ricostruito con la generosità orobica
Mons, GInami con Everlyne,morta di Aids lo scorso anno

Dormitorio incendiato in Kenya
ricostruito con la generosità orobica

Un altro libro e un altro percorso di carità, sostegno. Di solidarietà. La Fondazione Santina non si ferma e anche nel Covid continua a pensare ai più deboli, di tutto il mondo.

Se a Bergamo è di pochi mesi fa la donazione di due ventilatori per l’ospedale Papa Giovanni XXIII, il cuore in queste settimane di monsignor Luigi Ginami è in Kenya, ultimo viaggio compiuto lo scorso settembre dal bergamasco. «In Kenya la Fondazione Santina ha finanziato la ricostruzione di un dormitorio bruciato per dolo a Mambrui: si trova a 16 chilometri da Malindi e oggi la struttura accoglie 120 bambini orfani e malati di Aids».

Il 29 dicembre 2019 il dormitorio delle bambine ha infatti preso fuoco: «Abbiamo finanziato la sua ricostruzione – spiega padre Ginami –. Dai pavimenti del dormitorio ai bagni, ma anche le porte, le finestre rifacendo tutto l’impianto elettrico e idraulico. Un luogo che accoglie bambini bisognosi di aiuto, che vengono curati e seguiti nell’educazione, per poter dar loro un futuro e la dignità di essere uomini e donne del domani».

Il nuovo libro di Luigi Ginami

Il nuovo libro di Luigi Ginami

Un progetto che ha messo in moto la Fondazione Santina: «Pensare al Kenya, agli aiuti che abbiamo offerto, mi fa pensare anche a Bergamo che in questi mesi di dolore e sofferenza, è rimasta sempre aperta alla solidarietà. Una Bergamo “crocefissa” come ha detto il nostro vescovo Beschi ma che umile e sofferente ha avuto la forza di continuare ad aiutare gli altri». Monsignor Ginami ha scritto anche un libro su questa storia e in particolare su Zenabo e Bendera, figlia e madre: «Zenabo è morta a 4 anni per Tbc proprio mentre a Bergamo infuriava il Covid, sua mamma Bendera è invece malata di Hiv e ha avuto 8 figli, due sono morti. Il libro racconta la storia di questa famiglia ma anche di Santina, 4 anni, la cui mamma Everlyne è morta di Aids lo scorso anno. Questa piccola è diventata il simbolo del nostro progetto a Mambrui, perché nessuno deve essere abbandonato» racconta il bergamasco che nel suo 30esimo libricino, dal titolo appunto «Bendera», testimonia un viaggio di solidarietà, di incontri bellissimi.

Mons. Ginami con Everlyne e i suoi figli. La mamma è morta di Aids

Mons. Ginami con Everlyne e i suoi figli. La mamma è morta di Aids

«Un viaggio speciale, il 44esimo, e il primo dell’era Covid: questo terribile virus ha cambiato modi di vivere e scale di valori, rendendo più stridenti le contraddizioni tra chi ha troppo e chi manca di tutto». Un viaggio di andata e ritorno, da un paese segnato dalla pandemia a un paese in cui si continua a morire non tanto per Covid ma per fame, per malaria o per le punture dei serpenti. Un viaggio che ha avviato nuove adozioni a distanze, in un progetto di continuità e sostegno: «Se una Bergamo crocifissa ha costruito l’orfanotrofio di Mambrui, da una Mambrui crocifissa può arrivare l’aiuto a Bergamo a dare significato alle cose – spiega monsignor Ginami –. Come ha detto Papa Francesco siamo tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda». Per info sul libro della collana «Volti di speranza» e sulla fondazione che prende il nome dalla mamma di mons. Ginami, consultare il sito internet www.fondazionesantina.org.


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