Zona rossa a Nembro ed Alzano Il pm: doveva decidere il governo

Zona rossa a Nembro ed Alzano
Il pm: doveva decidere il governo

Il governatore Attilio Fontana per due ore e mezza in tribunale a Bergamo. Salvini polemico con la Procura. La replica: un dovere rispondere alla richiesta di giustizia dei bergamaschi.

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana è arrivato alle 9.30 di venerdì 29 maggio in Procura a Bergamo per essere sentito come persona informata sui fatti dai pm che indagano sul caso dell’ospedale di Alzano, sulle morti nelle Rsa e sulla mancata istituzione di una zona rossa nella Bergamasca. La stessa inchiesta in cui era stato sentito giovedì 28 maggio anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Fontana è giunto in piazza Dante con due auto di scorta. L’edificio dove ha sede la Procura era presidiato dalle forze dell’ordine e sono state messe le transenne per tenere a distanza i cronisti. Il presidente è entrato da un ingresso laterale del palazzo di giustizia senza rilasciare alcuna dichiarazione.

Ne è uscito poco meno di tre ore dopo (il colloquio con i magistrati è durato circa 2 ore) con agenti del reparto mobile della questura in tenuta antisommossa per tenere a distanza i manifestanti, tra cui sindacalisti e antagonisti, che gli hanno rivolto grida come «dimettiti» e «vergognati». Il presidente non si è fermato a parlare con i cronisti, ma è salito direttamente in auto e si è allontanato tornando verso Milano.

Dalle prime informazioni Fontana ha rilasciato ai magistrati dichiarazioni in linea con quelle dell’assessore Gallera: secondo li presidente della Regione l’istituzione della zona rossa nei primi giorni di marzo che avrebbe dovuto isolare Nembro e Alzano Lombardo, i due comuni della Bergamasca dove era stato individuato il secondo importante focolaio di coronavirus in Lombardia, era «pacifico» che fosse una decisione che «spettava al Governo», dato che era già stato inviato l’esercito. Fontana stamani avrebbe pure fornito, da quanto si è appreso, chiarimenti sul caso del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano e negato di aver ricevuto «pressioni» dal mondo economico sempre in merito alla mancata creazione di una zona rossa. In più gli sarebbero state poste domande sulle delibere regionali relative alle Rsa.

Jacopo Pensa, il legale che segue Fontana, ha dichiarato che «il presidente della Regione Lombardia è stato convocato dai pm in qualità di persona informata sui fatti con lo spirito autentico di ascoltare una persona che ha contribuito ad accrescere il loro patrimonio conoscitivo sulle vicende relative al Coronavirus». Per l’avvocato Pensa, Fontana «ha contribuito a chiarire eventuali dubbi».

«È indegno convocare Fontana in procura, da cittadino preferirei che il mio governatore fosse in ufficio a risolvere i tanti problemi che ci sono e non a ripetere le stesse cose dette tante volte in Procura a Bergamo. Io chiedo se hanno convocato in procura il premier? Giustamente no ma allora lascino lavorare anche i governatori». Lo ha detto Matteo Salvini in diretta a Rainews 24.

«Come noto nelle giornate di ieri e oggi sono stati sentiti come persone informate sui fatti l’assessore Gallera e il presidente di regione Lombardia Fontana. La procura di bergamo sta svolgendo indagini serrate al fine, in primis, di ricostruire i fatti così come si sono svolti in relazione sia all’ospedale di Alzano Lombardo che nelle diverse Rsa della provincia. Seconda tappa sarà accertare se vi sia nesso di causalità tra i fatti come ricostruiti e gli eventi e, in caso affermativo, stabilire a chi fanno capo le responsabilità» ha chiarito nel pomeriggio di venerdì 29 maggio il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota.

«Si tratta di indagini lunghe e complesse che richiederanno tempo – ha proseguito in una nota la Rota –. Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione».

L’istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto essere «una decisione governativa.» Lo ha detto il procuratore facente funzione di Bergamo Maria Cristina Rota ai microfoni della Rai in serata. Rispondendo alla domanda su di chi fosse il compito di isolare i comuni di Nembro e Alzano Lombardo colpiti dall’epidemia di Coronavirus, uno dei temi che le indagini bergamasche stanno approfondendo, il magistrato ha risposto:«Da quel che ci risulta è una decisione governativa».

E all’esterno della Procura in piazza della Libertà nella mattinata c’è stato un sit-in di protesta di una quindicina di persone con uno striscione contro il presidente della Regione Lombardia: «Fontana, Bergamo non dimentica» e un insulto in rosso. La protesta in particolare riguarda la mancata istituzione della zona rossa nella Bergamasca. Con un altro cartello si contestano anche gli industriali lombardi: «Confindustria. No zona rossa in Valseriana. Tranquilli ci ha pensato Fontana». Verso le 12 gli agenti della Polizia hanno chiuso per questioni di sicurezza via Petrarca, in attesa della fine dell’interrogatorio del presidente Fontana.

Protesta contro Fontana davanti alla Procura mentre i magistrati sentono il presidente Attilio Fontana

Protesta contro Fontana davanti alla Procura mentre i magistrati sentono il presidente Attilio Fontana


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