Giulio Gallera in Procura a Bergamo «Atto dovuto, non sono preoccupato»
Giulio Gallera a Bergamo, giovedì 28 maggio

Giulio Gallera in Procura a Bergamo
«Atto dovuto, non sono preoccupato»

È arrivato a Bergamo poco dopo le 17 di giovedì 28 maggio l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera.

«Veniamo qui a fare i testimoni - ha etto prima di entrare in Procura -, è un atto dovuto. La Magistratura sta approfondendo e noi siamo informati sui fatti. Io preoccupato? No, non scherziamo, non sono preoccupato» ha risposto ai giornalisti.

Fuori dalla Procura, ad aspettarlo da ore, il vicesindaco di Valbondione Walter Semperboni che lo ha seguito fino all’ingresso del palazzo della Procura. «Chiedo le sue dimissioni - ha detto -, non ha mai risposto alle mie domande». Il vicesindaco ha perso il padre per Covid nelle scorse terribili settimane. «Avrei voluto sfogliare ancora un po’ le pagine di mio padre - ha detto -, chiedo giustizia, come amministratore e come cittadino».

«Lo dico all’assessore Gallera e al presidente Fontana che anche il mio papà dorme sonni tranquilli. Purtroppo per la loro incapacità e non per il virus non si sveglia più» è lo sfogo di Semperboni che ha raccontato la storia di suo padre paziente Covid-19 all’ospedale di Piario, nella Bergamasca: «Ho avuto la sfortuna di portare là mio papà - ha detto ai giornalisti -. Tutti parlano di Alzano ma a Piario il primo marzo nessuno tra infermieri e medici indossava la mascherina e i guanti». Semperboni ha proseguito che «io non chiedo ai politici che mio padre dovesse guarire, ma che potesse morire dignitosamente».

Con Gallera - che ha lasciato il palazzo della Procura intorno alle 20.15 -, anche il governatore della Regione Attilio Fontana verrà sentito come testimone dal pool dei pm coordinato dal procuratore Maria Cristina Rota che indaga sulla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano e sulla gestione dei pazienti nelle Rsa. Il governatore e l’assessore sono stati convocati nei prossimi giorni come persone informate sui fatti, in riferimento in particolare alla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro all’inizio di marzo.

Prima di Gallera e Fontana in Procura era stato sentito il direttore generale del Welfare Luigi Cajazzo che sulla riapertura del pronto soccorso di Alzano, dopo l’accertamento dei primi due casi di Covid e una prima chiusura del reparto, aveva riferito di aver preso la decisione «in accordo con la direzione generale dell’Asst Bergamo Est» dopo aver avuto rassicurazioni sulla sanificazione dei locali e la predisposizione di percorsi separati per pazienti positivi al Covid e per quelli no Covid.


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