«Gori si candida? Che piacere»
Ma Maroni pensa al referendum

Oggi l’incontro del centrosinistra per il candidato alle Regionali. Ma il governatore per il momento pensa al 22 ottobre.

«Mi occupo d’altro in questo momento, non certo di candidature alle Regionali». Il tono di Roberto Maroni, governatore lombardo, è pimpante, e concentrato sui prossimi obiettivi: portare a Milano l’agenzia del farmaco che trasloca da Londra per la Brexit - impresa per la quale è in atto una collaborazione bipartisan con il premier Paolo Gentiloni e il sindaco Beppe Sala - ma soprattutto, dal punto di vista politico, il referendum per l’autonomia del 22 ottobre, vero e proprio cavallo di battaglia leghista.

Per questo liquida la candidatura del Pd di Giorgio Gori a sfidante per il centrosinistra con un laconico «che piacere», ma sposta l’obiettivo sul referendum: «Questo è il passaggio fondamentale, tutto il resto ora non conta» aggiunge, rimandando le opinioni sugli sfidanti. Al plurale. «Perché mica ci sarà solo Gori – fa notare -, ci saranno i 5 Stelle e vediamo chi altro. Quando sarà il momento mi occuperò dei miei avversari, ora l’avversario da combattere è solo uno: il rischio della scarsa affluenza al referendum». Lunedì 24 luglio, intanto, il Pd incontra gli alleati di centrosinistra per preparare un percorso comune sulla candidatura Gori alle Regionali. La sfida a Maroni è iniziata.

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