Guardate la foto con il cuore
Regaliamo un sorriso di speranza

Guardate questa fotografia, guardatela bene, con il cuore.

Guardate la foto con il cuore Regaliamo un sorriso di speranza
Il piccolo Mattia si aggrappa alla mascherina dell’ostetrica

Guardate questa fotografia, guardatela bene, con il cuore. E poi pensate se quello che sta per arrivare - pur tra mille «privazioni» e divieti imposti dal Covid (dal Covid, non dal governo…) - possa davvero essere un triste Natale, almeno per moltissimi di noi, più impegnati forse nello sport maggiormente in voga nel Paese in questo momento – quello di criticare tutto e tutti, a prescindere, lasciando buon senso e autocritica fuori dalla porta - che a cogliere quel che c’è di buono e di vero attorno a noi.

Nello scatto «rubato» con il cellulare da un infermiere in sala parto al tempo del Covid c’è tutto il mistero e la forza della vita, quel mistero e quella forza a cui chi crede si affida incondizionatamente, vedendo nel figlio di Dio che si fa uomo il compimento di ogni aspirazione umana, la risposta alle inquietudini e alle insicurezze che le tribolazioni della vita ci frappongono ogni giorno: «In lui era la vita - recita il Vangelo di Giovanni -, e la vita era la luce degli uomini».

È a quella luce di speranza che dobbiamo guardare, ed è quella la speranza che dobbiamo dare a noi stessi e a chi ci sta attorno, perché senza quella luce e quella speranza, senza quella forza che avvertiamo ma non comprendiamo, non riusciremo mai a governare la tempesta in cui la barca dell’umanità sta navigando con evidenti difficoltà, fatte di ingiustizie, guerre, carestie, povertà. E solitudini.

Non quelle di chi lamenta di trascorrere il Natale «solo» con la propria famiglia, senza amici, come se una famiglia non fosse in grado di realizzare il senso vero della nascita di Gesù, ma quelle di chi solo lo è davvero, solo con se stesso e le sue paure, solo senza nemmeno la speranza di incrociare uno sguardo amico alla fine del lockdown. Per una volta, allora, non pensiamo agli «ultimi del mondo», ma agli «ultimi fuori dalla porta di casa», magari accanto alla nostra, magari sullo stesso pianerottolo. Cerchiamoli, incrociamo i loro occhi e regaliamo loro uno sguardo e un sorriso di speranza. Non farà bene solo a loro, siatene certi. Buon Natale.

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