Il batterio killer neutralizzato dal vaccino
Dal 2000 cinque decessi in Bergamasca

Cos’è il meningococco? È un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso. L’importanza della vaccinazione.

Cos’è il meningococco? È un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso. Ne esistono tipi diversi (sierotipi), contraddistinti con le lettere dell’alfabeto e i più frequenti sono l’A, B, C, Y, W135. La trasmissione avviene da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola di persone infette sane o malate: se vi si entra in contatto non è detto che ci si ammali, si può essere portatori. In alcuni casi il meningococco raggiunge il sangue e, attraverso questo, altri organi, causando malattie invasive, in particolare la meningite o la sepsi.

Tra le forme batteriche, le principali sono quelle da: Meningococco (Neisseria Meningitidis), che colpisce di preferenza i bambini con meno di 5 anni, ma non mancano casi nei giovani e negli adulti. Esistono diversi sierogruppi di meningococco, di cui sono prevalenti il B e il C; Pneumococco (Streptococcus pneumoniae) che colpisce più frequentemente persone immunocompromesse e anziani, in percentuale minore bambini di età inferiore ai 5 anni ed è più frequente durante i mesi invernali; Emofilo (Haemophilus influenzae tipo b) che colpisce generalmente soggetti dai 2 mesi ai 3 anni; rara oltre i 5 anni.

Tali germi possono albergare abitualmente nelle alte vie aeree senza dare problemi; in alcuni casi si manifestano infezioni delle prime vie respiratorie che possono guarire spontaneamente, oppure in alcune circostanze diventano aggressivi causando la forma invasiva. Essa è caratterizzata da un inizio con febbre, in genere elevata, intenso mal di testa, nausea e spesso vomito. In alcuni casi può evolvere rapidamente con porpora fulminante (chiazze rosse sulla pelle dovute a microemorragie), shock e decesso.

Malattie gravi che possono lasciare gravi danni o avere anche esiti infausti. Nella provincia bergamasca, stando ai dati forniti dall’Ats di Bergamo, i casi di meningite meningococcica negli ultimi anni sono molto contenuti: circa 4-5 all’anno; nel 2018 ne sono stati registrati solo due. Anche i decessi sono abbastanza contenuti, perché dal 2000 a oggi sono stati cinque.

C’è un modo per proteggersi? C’è, e l’arma efficacissima è quella del vaccino: questa profilassi è da tempo altamente consigliata soprattutto per i bambini (anche se la vaccinazione per il meningococco C e per il ceppo B, per esempio, non rientra tra quelle obbligatorie per l’iscrizione a scuola o negli asili). L’Ats di Bergamo rimarca, peraltro, che fino a 18 anni è offerta gratuitamente, secondo le modalità previste dal calendario vaccinale; dopo è possibile effettuarla in co-pagamento.

Sono disponibili vaccini che però non coprono tutti i ceppi dei differenti agenti: vaccinazione anti meningococco disponibile contro i gruppi C, B e ACWY (associati); vaccinazione anti pneumococco: un vaccino coniugato diretto contro 13 sierotipi dello pneumococco (PCV13) e contro 10 sierotipi dello pneumococco (PCV10); un vaccino polisaccaridico diretto contro 23 sierotipi dello pneumococco (PPV23). La vaccinazione anti emofilo B è proposta a tutti i nati in associazione con la vaccinazione contro difterite - tetano - pertosse - poliomielite - epatite B.

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