Soldi in cambio di permessi di soggiorno  Bergamo, arrestati agenti e funzionari
Al centro, in piedi, il questore Maurizio Auriemma

Soldi in cambio di permessi di soggiorno
Bergamo, arrestati agenti e funzionari

La Questura ha scoperto un giro di mazzette tra le province di Bergamo, Milano e Novara. Cinque persone in carcere, altre cinque ai domiciliari, Tra gli arrestati anche il comandante della Polizia locale e il segretario comunale di Orio al Serio, oltre a due agenti della Polizia locale di Bergamo, un dipendente della stessa Questura e una candidata di Forza Italia alle elezioni comunali cittadine.

Un giro di mazzette che coinvolgeva pubblici ufficiali e un’agenzia privata, documenti contraffatti per regolarizzare la posizione di immigrati cinesi (novemila euro per un ricongiungimento familiare, tremila euro per rinnovare i permessi di soggiorno). L’operazione della Questura di Bergamo , denominata «Yuan», ha portato alla luce un sodalizio responsabile a vario titolo di favoreggiamento aggravato di immigrazione clandestina, falsità ideologica , alterazione di documenti per il rilascio del permesso di soggiorno e plurimi episodi di corruzione.

Gli agenti hanno arrestato dieci persone che operavano a Bergamo e provincia oltre che nelle province di Milano e Novara. Tra loro anche dipendenti di polizia locale e funzionari amministrativi e una candidata azzurra alle elezioni del consiglio comunale di Bergamo, Leandra Arnaldo Pavorè, 58 anni. Oltre a Pavorè, custodia cautelare in carcere per Xiaochao Dong, detto Giovanni, cinese di 43 anni; Gaojian Dong, detto Luca, stessa nazionalità, 42 anni; Luana Calvi, 36 anni; e infine Andrea Sciortino, 62 anni, della Polizia locale del Comune di Bergamo.

Altre cinque persone invece sono state poste agli arresti domiciliari: si tratta di Saverio De Vuono, 66 anni, segretario comunale di diversi Comuni bergamaschi tra cui quello di Orio al Serio e di Foppolo; Mattia Cirrone, 61 anni, comandante della Polizia locale di Orio al Serio; Leo Pezzimenti, 65 anni, appartenente alla Polizia locale di Bergamo; Pierpaolo Perozziello, 42 anni, coadiutore amministrativo contabile in servizio alla Questura di Bergamo; Lorenzo Mario Luciano Fasulo, 63 anni.

A un dipendente del comune di Albano Sant’Alessandro, Walter Flaccadori, 36 anni, è stata applicata la misura cautelare interdittiva di sospensione dal suo incarico.

L’indagine è partita dalla segnalazione dell’ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo alla Squadra Mobile, per una richiesta di validazione di alcune pratiche di rinnovo di permesso di soggiorno a cittadini cinesi consegnate da Perozziello (coadiutore amministrativo contabile, dipendente del Ministero dell’Interno, in servizio presso l’archivio dell’ufficio immigrazione della Questura di Bergamo) e corredate da certificati di residenza risultati contraffatti.

Dopo una lunga attività di indagine gli agenti sono arrivati a ricostruire il modus operandi degli arrestati. Secondo le contestazioni, Pavorè e Xiaochao Dong, titolari di un’agenzia di pratiche amministrative, con la complicità degli appartenenti all’amministrazione pubblica (Sciortino, Pezzimenti, Cirrone, De Vuono e Flaccadori) hanno creato le condizioni per ottenere il nulla osta a ricongiungimenti familiari, rinnovi di permessi di soggiorno a cittadini cinesi privi dei requisiti necessari, falsificando certificati, ma anche creando residenze e attività di lavoro fittizie. Dalle intercettazioni telefoniche si è potuto appurare che il costo per ogni pratica variava dai tremila euro per il rinnovo dei permessi di soggiorno ai novemila euro per un ricongiungimento familiare.


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