Incendio ospedale, l’allarme ha funzionato Materasso e lenzuola erano ignifughi

Incendio ospedale, l’allarme ha funzionato
Materasso e lenzuola erano ignifughi

Due gli esiti della simulazione del rogo in cui morì degente di Psichiatria: l’allarme è entrato in funzione dopo pochi minuti, materasso e lenzuola ignifughi. Sotto la lente l’intervento della squadra antincendio.

L’allarme antincendio ha funzionato regolarmente, la combustione del materasso e delle lenzuola si è sviluppata con le modalità di un rogo di materiale ignifugo. Sono le due risultanze della simulazione dell’incendio che il 13 agosto è costato la vita a una degente diciannovenne del reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni. Un esperimento voluto dal consulente della Procura, l’ingegner Giovanni Panzeri, per capire in quali condizioni si era sviluppato il rogo, se il dispositivo d’allarme era entrato in funzione regolarmente e se materasso e lenzuola erano ignifughi, come da contratto di fornitura.

Così, si è deciso di ricreare le condizioni più simili all’episodio del 13 agosto, con un incendio «controllato» che è stato appiccato in una stanza d’angolo (com’è quella in cui era ricoverata la vittima) dello stesso reparto, al terzo piano della torre 7. Intorno alle 8,30 di martedì 27 agosto a l’ingegner Panzeri, gli agenti della squadra mobile e della polizia scientifica della questura di Bergamo, i vigili del fuoco di Bergamo e i colleghi milanesi del Niat (Nucleo investigativo antincendio territoriale), l’avvocato Giuseppe Capeto che assiste la famiglia della vittima, insieme al suo consulente tecnico, hanno fatto ingresso in ospedale per la «prova».


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