Inchiesta Covid, Crisanti in Procura «La mia consulenza pronta tra 30-40 giorni»
Andrea Crisanti

Inchiesta Covid, Crisanti in Procura
«La mia consulenza pronta tra 30-40 giorni»

Andrea Crisanti si trova in Procura a Bergamo per l’inchiesta Covid. «Sono qui per le audizioni», ha detto davanti ai giornalisti.

È arrivato anche il noto virologo Andrea Crisanti in Procura a Bergamo per assistere, come consulente dei pm, all’audizione di Giuseppe Ruocco, l’ex dg della prevenzione e attuale segretario generale del Ministero della Sanità, convocato per chiarire i motivi del mancato aggiornamento del piano pandemico. «Sono qui per le audizioni», ha detto davanti ai giornalisti. E alla domanda di quando avrebbe depositato la sua consulenza ha risposto: «Ci vogliono ancora 30-40 giorni».

Crisanti è presente perchè nella mattinata è previsto l’interrogatorio del direttore generale del ministero della Salute Giuseppe Ruocco, già dg della prevenzione prima che il ruolo venisse assunto da Ranieri Guerra (nominato nel 2018 direttore vicario dell’Oms e ora nell’occhio del ciclone per le presunte pressioni esercitate per far rimuovere il report dal sito dell’Oms).

In queste settimane sono infatti previsti gli interrogatori come persone informate sui fatti di cinque funzionari del ministero della Salute. Il pool di pm di Bergamo che indaga sulla pandemia ha deciso di convocarli in Procura per far luce su che cosa accadde in quei giorni negli uffici del dicastero. In particolare, più che sulla mancata istituzione della zona rossa, gli inquirenti vogliono capire se esistesse un piano pandemico nazionale aggiornato o se, come parrebbe risultare dagli accertamenti fin qui condotti, il documento non fosse altro che la riproposizione del piano pandemico del 2006. Inoltre il pool del procuratore Antonio Chiappani e dell’aggiunto Maria Cristina Rota vuole sapere come reagirono al ministero davanti a quello che pare sempre più un giallo e che è stato portato all’attenzione grazie anche al comitato «Noi denunceremo»: e cioè, la pubblicazione a maggio e l’immediata rimozione dal sito dell’Oms del report in cui si dichiarava «improvvisata, caotica e creativa» la reazione del sistema sanitario italiano alla pandemia.

Oltre a Di Ruocco è stato convocato Claudio D’Amario, suo predecessore alla direzione generale del dicastero. La Procura si riserva, alla luce di quanto emergerà nel corso delle deposizioni dei dirigenti ministeriali, di risentire il ministro della Salute Roberto Speranza, già ascoltato come persona informata sui fatti nel giugno scorso, quando i pm bergamaschi raggiunsero Roma per sentire - pure lui nelle vesti di testimone - anche il premier Giuseppe Conte.


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