Inchiesta Covid, i pm tornano a Roma Mercoledì audizione per Grillo e Lorenzin
Beatrice Lorenzin

Inchiesta Covid, i pm tornano a Roma
Mercoledì audizione per Grillo e Lorenzin

Nuova missione romana, la terza in otto mesi, per i pm del pool che sta indagando sulla pandemia.

Mercoledì 3 marzo gli inquirenti bergamaschi saranno nella capitale per interrogare gli ex ministri della Salute Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin e alcuni dirigenti del Ministero della Sanità. È una tappa che poteva essere messa nel conto, dal momento che il pool coordinato dal procuratore Antonio Chiappani e dall’aggiunto Maria Cristina Rota in questa fase dell’indagine sta approfondendo la tempistica del piano pandemico nazionale, risalente al 2006 e secondo le contestazioni mai aggiornato né attuato.

Giulia Grillo

Giulia Grillo

L’attuale ministro Roberto Speranza è stato sentito due volte come persona informata sui fatti. Con Speranza gli inquirenti avevano insistito sulla gestione del rischio nei primi giorni della pandemia e la mancata attuazione del piano pandemico. Il ministro - che fin da subito aveva partecipato ad alcune delle riunioni della task force costituita il 22 gennaio al Ministero e che ha lavorato fino al 7 febbraio quando si insediò il Comitato tecnico scientifico (Cts) - aveva spiegato, tra le altre cose, che al piano non fu data applicazione perché era antinfluenzale e non specifico per polmoniti, come era del resto emerso dalle audizioni di persone sentite nei mesi precedenti settimane. Il ministro aveva aggiunto che si fidava degli esperti nominati per far fronte all’epidemia.

Ora è la volta, sempre in veste di persone informate sui fatti, di Giulia Grillo che ha retto il

Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

dicastero dal 1º giugno 2018 al 5 settembre 2019 nel governo Conte I, e di Beatrice Lorenzin che è stata ministro della Salute dal 28 aprile 2013 al 1º giugno 2018 nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Con Lorenzin e Grillo, si andrà a ritroso nel tempo. Gli inquirenti cercheranno di capire perché, nonostante le linee guida emesse dall’Organizzazione mondiale della Sanità e gli inviti ad attuarle, il piano pandemico nazionale sia rimasto – questa è l’accusa – pressoché invariato.


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