La situazione in Humanitas Gavazzeni «Siamo saturi, ogni giorno malati»

La situazione in Humanitas Gavazzeni
«Siamo saturi, ogni giorno malati»

La congestione degli ospedali con reparto di Malattie infettive e l’aumentare progressivo del numero di casi positivi o sospetti di Covid-19 ha portato però velocemente a riorganizzare i reparti dell’ospedale.

Sono ore di lavoro intenso per la rete sanitaria bergamasca. Parola d’ordine per tutti gli ospedali, pubblici e privati accreditati, è prendersi cura dei pazienti in questa situazione di emergenza e mettere a disposizione letti per i soggetti positivi a Covid-19 che necessitino di assistenza ad alta o media intensità, mantenendo però l’operatività per le emergenze di altra natura (ad esempio cardiache, traumatologiche) che il virus non può mettere in secondo piano.

Nel secondo ospedale della città, Humanitas Gavazzeni con Castelli, la riorganizzazione è iniziata con l’esordio dell’emergenza. Dal 22 febbraio sono state applicate le disposizioni regionali e nazionali, a sostegno della Rete del 118, predisponendo in Pronto Soccorso percorsi dedicati a pazienti con sintomatologia respiratoria e accogliendo in Terapia intensiva i casi più critici per predisporne il trasferimento, quando necessario, ai centri di riferimento regionali. La congestione degli ospedali con reparto di Malattie infettive e l’aumentare progressivo del numero di casi positivi o sospetti di Covid-19 ha portato però velocemente a riorganizzare i reparti dell’ospedale. Questo si è tradotto nella sospensione totale dei ricoveri non urgenti.

Anche la programmazione di esami e visite specialistiche è stata modificata, avvisando i pazienti telefonicamente. Il processo di conversione dei due ospedali Humanitas è quotidiano, in base alle necessità rilevate da Regione, e in rete con gli altri ospedali del territorio. Sono decine ad oggi i pazienti affetti da coronavirus ricoverati in Humanitas Gavazzeni, che, come da protocollo, ha organizzato aree apposite, spostando i degenti non infettivi in altri reparti.

«I letti disponibili in Terapia intensiva sono saturi e ogni giorno viviamo l’emergenza di dare risposta a nuovi malati - afferma Giovanni Albano, responsabile della Terapia intensiva di Humanitas Gavazzeni –. I pazienti di gravità intermedia che necessitano di ventilazione sono assistiti direttamente nei reparti dedicati da medici internisti e anestesisti. L’équipe anestesiologica è in costante contatto con il coordinamento regionale per la gestione dei posti di Terapia intensiva sul territorio lombardo». «Nonostante la situazione sia critica – commenta Massimo Castoldi, direttore sanitario di Humanitas Gavazzeni e Castelli –, l’ospedale riesce a mantenere il suo servizio fondamentale per la popolazione grazie all’infaticabile lavoro di medici, infermieri, tecnici, Oss e staff. Abbiamo creato nuovi team di medici che danno appoggio ai colleghi della Medicina e del Pronto Soccorso».

Per elevare il livello di sicurezza interno, sono attive da giorni all’ingresso degli ospedali postazioni filtro dove personale ospedaliero controlla lo stato di salute di chi accede alle strutture, per rilevare sintomi problematici e fare counseling sul corretto uso di mascherine e lavaggio delle mani. Le persone con sintomatologia febbrile o respiratoria sono invitate a tornare al proprio domicilio e a contattare i numeri regionali di emergenza (112, 800 89 45 45 di Regione Lombardia e 800 44 77 22 di Ats Bergamo) in caso di peggioramento. Come da disposizione regionale, l’accesso dei visitatori ai reparti è stato ridotto: una sola persona per paziente, dalle 12 alle 13 e dalle 18 alle 19. La Terapia intensiva, invece, ha sospeso le visite.


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