L’Eco e Socialbeat premiati da Google Fondi per un progetto d’innovazione

L’Eco e Socialbeat premiati da Google
Fondi per un progetto d’innovazione

L’Eco di Bergamo protagonista dell’innovazione con un progetto che rivoluzionerà l’esperienza online dei lettori e che ha avuto un importante riconoscimento da parte di Google.

La novità si chiama «Personalized content experience»: è una tecnologia frutto della ricerca e dello sviluppo realizzato da Socialbeat, startup bergamasca che si occupa di intelligenza artificiale applicata al media monitoring, in collaborazione con Accenture. Il programma Google Digital News Innovation Fund (DNI Fund), che dal 2015 premia le idee più innovative nel campo dell’editoria e del giornalismo digitale, ha scelto il progetto tra centinaia di candidature europee e sosterrà il piano con un investimento finanziario di 400 mila euro totali.

«Personalized content experience» è stato studiato per favorire l’evoluzione della notizia, facendo leva sulla tecnologia per offrire al lettore non più mera informazione ma un’esperienza editoriale cucita sui propri interessi, comportamenti e in linea con i trend del momento.

Grazie all’intelligenza artificiale Socialbeat potrà identificare il miglior contenuto da proporre al lettore de L’Eco di Bergamo anche sulla base di tendenze social, di cui la startup è tra i principali analisti. Uno dei passi determinanti per realizzare questo obiettivo è l’arricchimento dei dati che serviranno a creare la conoscenza dell’utente: non solo informazioni anagrafiche, ma anche geografia, preferenze di format (text news o video news) e abitudini per costruire un modello che adatta i contenuti agli interessi di ogni singolo lettore. L’obiettivo del progetto è ottimizzare i ricavi digitali già esistenti e creare altre leve di monetizzazione, ad esempio attraverso l’implementazione di coupon iperlocali personalizzati. Lo sviluppo di «Personalized content experience» partirà nel secondo trimestre del 2019 e durerà circa un anno.

«Questo riconoscimento da parte di Google Dni conferma il valore del nostro cammino nel campo dell’innovazione – spiega il direttore de L’Eco di Bergamo Alberto Ceresoli –. Grazie a questo progetto L’Eco sarà ancora più vicino ai lettori e ai territori, che il nostro giornale ascolta da 139 anni. Da sempre siamo impegnati a studiare soluzioni per offrire un’informazione autorevole, affidabile e popolare. Le risorse economiche garantite da Google Dni consentiranno uno sviluppo tecnologico fondamentale per il futuro che chiama tutti, giornalisti compresi, a mettersi in gioco. Voglio ringraziare Socialbeat e Accenture che hanno lanciato questa sfida e l’azienda che ha saputo raccoglierla nel segno dell’innovazione digitale».

«Con questo importante progetto finanziato da Google vogliamo trasferire nell’ambiente digitale i valori di unicità, qualità e accuratezza che da sempre caratterizzano L’Eco di Bergamo – commenta Enrico Franzini, amministratore delegato di Sesaab, società editrice de L’Eco di Bergamo –. La frontiera dell’innovazione applicata all’ecosistema editoriale impone un miglioramento dell’esperienza del lettore. Anche noi grazie a “Personalized content experience” potremo prenderci ulteriormente cura dei nostri lettori attraverso nuove funzionalità e un’accurata personalizzazione di contenuti e formati>.

«Siamo molto orgogliosi di questo risultato che certifica il valore innovativo del nostro lavoro – spiega Marco Sangalli, Ceo di Socialbeat –. Da sempre il nostro obiettivo è portare l’intelligenza artificiale all’interno delle redazioni, come già stiamo facendo grazie ai prodotti che abbiamo già sviluppato negli ultimi anni e che stanno utilizzando editori in tutta Italia. Con la tecnologia proprietaria “Personalized content experience” potremo evolverci ancora di più nel segno della personalizzazione dei contenuti e del supporto a un giornalismo di qualità, senza dimenticare l’aspetto dei ricavi, fondamentale per gli editori con cui lavoriamo. L’innovazione è il nostro marchio di fabbrica e, per una giovanissima azienda come la nostra, pensare che un gigante tecnologico come Google (pioniere in questo specifico settore) abbia deciso di premiare le nostre tecnologie investendo 400 mila euro riteniamo sia un’importante validazione della visione che sta permeando tutti i nostri prodotti».


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