L’indagine su Ubi Banca Chiesti 31 rinvii a giudizio

L’indagine su Ubi Banca
Chiesti 31 rinvii a giudizio

La procura di Bergamo ha chiesto il rinvio a giudizio di 31 soggetti (30 persone più lo stesso istituto bancario) per l’inchiesta che ha coinvolto i vertici di Ubi dal 2009 al 2015, accusati di aver ostacolato il lavoro delle autorità di vigilanza e di aver influenzato illecitamente le decisioni dell’assemblea.

Secondo i magistrati, l’obiettivo era gestire l’istituto, determinando le nomine, attraverso un’intesa nascosta a Consob e a Bankitalia. Nella richiesta di rinvio a giudizio, i pm descrivono il ruolo delle due «anime» di Ubi: quella bresciana, legata a Banca Lombarda, e quella bergamasca, riferita a Bpu, i due istituti che, fondendosi, dettero vita a Ubi. Secondo l’accusa, in Ubi c’era una «cabina di regia» che decideva le nomine degli organi dell’istituto e delle sue partecipate e che riusciva a influenzare «con atti simulati o fraudolenti» l’orientamento dell’assemblea, utilizzando la rete di Ubi Banca per raccogliere deleghe.

Il presunto patto segreto con cui Bergamo e Brescia si sarebbero – per l’accusa – spartite le cariche, resta la pietra angolare dell’inchiesta. Segreto perché – per gli inquirenti – non sarebbe stato comunicato a Consob e Bankitalia. In cabina di regia, stando alle contestazioni, ci sarebbero stati Emilio Zanetti e Giovanni Bazoli, per i quali è stato chiesto il processo: i due il patto – per l’accusa – l’avrebbero rinnovato nell’estate 2012 in un incontro. Bazoli «sul lato bresciano decideva le nomine degli organi della Banca e delle due partecipate in condivisione con quelle decise dalla “Commissione Zanetti”, costituita sul lato bergamasco». Ed è per i componenti della squadra bresciana e di quella bergamasca che la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ostacolo alla vigilanza. I bergamaschi: Andrea Moltrasio, l’avvocato Giuseppe Calvi (ex vice presidente vicario del Cds), il commercialista Italo Lucchini (ex Cdg), il notaio Armando Santus (vice presidente Cds), Mario Cera (vice presidente vicario Cds), Mario Mazzoleni (ex Cds), Carlo Garavaglia (ex Cds), Federico Manzoni (ex Cds). I bresciani: Franco Polotti (ex presidente Cdg), Francesca Bazoli (Cds, figlia di Giovanni), Enrico Minelli (ex Cds), Flavio Pizzini (vice presidente Cdg), Pierpaolo Camadini (Cds). Infine, chiesto il processo anche per il consigliere delegato Victor Massiah.

C’è poi, nelle richieste della Procura di Bergamo, il capo di imputazione relativo alla illecita influenza sull’assemblea. In merito a questo capo di imputazione viene chiesto il processo per Emilio Zanetti, Giovanni Bazoli, Italo Folonari, Victor Massiah, Andrea Moltrasio, Ettore Medda e Marco Mandelli (entrambi direttori responsabili in Ubi) Giuseppe Sciarrotta e Guido Marchesi (referenti a livello nazionale della gestione libro soci dell’Ubi), Gemma Maria Baglioni (responsabile raccolta deleghe), Enrico Invernizzi (referente operazioni assembleari), Antonella Bardoni (ex direttrice Confiab), Angelo Ondei (ex presidente Confiab) i componenti della Cdo bergamasca Rossano Breno, Matteo Brivio, Ettore Ongis, Stefano Lorenzi, Giovanni d’Aloia. Vacilla, invece, venendo stralciato e congelato insieme a nove posizioni, il filone leasing, riguardante la compravendita di uno yacht da parte dell’industriale Giampiero Pesenti e in cui si ipotizzano i reati di truffa e ricettazione.


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