L’ultima storica impresa di Simone Moro  È tra i grandi dell’alpinismo - Video
Simone Moro

L’ultima storica impresa di Simone Moro
È tra i grandi dell’alpinismo - Video

Alzare lo sguardo e vedere solo il cielo. Niente più speroni rocciosi e creste insidiose, basta neve. Solo la consapevolezza di essere entrato nella storia. Il bergamasco Simone Moro è l’unico alpinista al Mondo aver raggiunto quattro cime sopra gli ottomila metri in piena stagione invernale.

L’ultima impresa è la scalata al Nanga Parbat, portata a termine il 26 febbraio insieme ai compagni Alex Txicon, Ali Sadpara e Tamara Lunger. Per dare un’idea della difficoltà, circa trenta spedizioni hanno cercato il primato senza riuscirci. La prima conquista invernale risale al 2005, sullo Shisha Pangma (Himalaya, 8013 metri) lungo la via degli iugoslavi. Nel 2009 invece porta a termine la prima salita mondiale invernale del Makalu (Himalaya, 8462 metri) assieme a Denis Urubko.

Altra storica impresa nel 2011. Insieme al kazako Denis Urubko e allo statunitense Cory Richards, Moro ha raggiunto la vetta del Gasherbrum II a 8.035 metri di quota. Si tratta della prima salita invernale al Gasherbrum II. La spedizione ha dovuto affrontare temperature fino a -50 gradi e forti venti per poter attrezzare la via fino alla vetta.

Nella speciale classifica dei re dell’alpinismo invernale Moro è ora al primo posto, dietro di lui i polacchi Krzysztof Wielicki, Jerzy Kukuczka e Marciej Berbeka, tutti con tre Ottomila. Quale sarà la prossima sfida per il bergamasco? Moro negli ultimi anni non si è mai fermato. Oltre alle imprese in montagna è diventato un eccezionale pilota di elicotteri e ha condotto il primo reality sulla montagna andato in onda sulle reti Rai. Ha ricevuto il “Pierre de Coubertin Fair Play Trophy” dall’UNESCO, il “David A. Sowles Award”, dal segretario dell’ONU Kofi Annan e la Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica per il salvataggio estremo che ha operato sulla parete ovest del Lhotse (8516 m) in Nepal, da solo, con il buio, con un elevatissimo rischio di valanghe e senza ossigeno.


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