Maturità, prova orale e commissione interna L’ammissione non sarà garantita a tutti

Maturità, prova orale e commissione interna
L’ammissione non sarà garantita a tutti

Le indiscrezioni: una sola prova orale e commissione interna. Azzolina: «Non sarà un esame light, ma terrà conto delle difficoltà attuali»

L’ipotesi è quella di replicare la Maturità 2020, con una sola prova orale di fronte a una commissione di professori interni. Un’ipotesi, appunto, che per ora non ha nulla dell’ufficialità, ma che basta a riportare all’ordine del giorno il tema dell’Esame di Stato che, anche quest’anno, verificherà le competenze di studenti che non hanno potuto vivere appieno l’anno scolastico.

Secondo le prime indiscrezioni quindi, anche la Maturità del 2021 potrebbe vedere solo una prova orale, senza scritti. Un’ipotesi che parrebbe essere stata accolta favorevolmente all’interno dell’attuale maggioranza, ma che non sarebbe vista positivamente da Lega e Italia Viva. Con una differenza: la Didattica a distanza quest’anno non è considerata come una situazione d’emergenza, ma come qualcosa di strutturale. Quindi le scuole italiane potranno tornare a bocciare in tutte le classi, e potranno anche decidere di non ammettere all’esame finale gli studenti.

La condizione per poter partecipare all’esame potrebbe essere un giudizio «complessivamente positivo» agli scrutini, una valutazione generale sufficiente. Si parla anche del ripristino dell’Alternanza scuola lavoro (il cosiddetto Pcto) che molti ragazzi stanno completando, anche a distanza. Infine sarà difficile, anche per quest’anno, poter sottoporre agli studenti la prova Invalsi. Altre indiscrezioni riguardano la formula della composizione della commissione d’esame: si parla, come successo anche nel 2020, di un presidente esterno, ma dell’intera commissione interna. Infine, il voto: il 60 per cento potrebbe dipendere dai giudizi ottenuti nel triennio e il 40 per cento dall’orale conclusivo. Sul tema dell’Esame di Stato si è espressa nelle ultime ore anche la ministra all’Istruzione, Lucia Azzolina. «La Maturità del 2021 sarà un esame serio e non sarà light, anche se ancora non è stata decisa la modalità di svolgimento – ha dichiarato –. Al ministero dell’Istruzione per il momento non abbiamo preso alcuna decisione.

Nei prossimi giorni vedremo come sarà fatto l’esame. Ci sono delle interlocuzioni in corso, stiamo sentendo tutti: le consulte degli studenti, le famiglie, i sindacati e le associazioni dei docenti. Metteremo insieme tutto quello che pensano e poi, nel giro di pochi giorni, comunicheremo come sarà strutturato l’esame». La ministra ha voluto sottolineare soprattutto che la definizione «Maturità light», utilizzata per raccontare l’esame con una sola prova orale «non mi piace come definizione e non mi appartiene. L’esame sarà sicuramente un esame serio, che deve tener conto ovviamente dell’anno scolastico che i nostri studenti e le nostre studentesse stanno affrontando».

Le indiscrezioni si rincorrono, mentre a Bergamo si aspettano indicazioni certe prima di sbilanciarsi in dichiarazioni sull’Esame di Stato. «Abbiamo visto – dice Gloria Farisé, dirigente scolastico del liceo Falcone di Bergamo e presidente provinciale di Anp, l’Associazione nazionale dei presidi – che sulla stampa e sui siti tematici si rincorrono anticipazioni su come sarà l’Esame di Stato del 2021. Prima di dire qualsiasi cosa aspettiamo informazioni certe e comunicazioni ufficiali del Ministero, che dovrebbero arrivare a breve. Tutti gli anni, infatti, riceviamo le prime indicazioni operative sulla Maturità entro la fine del mese di gennaio. Anche perché, per ora, stiamo leggendo di indicazioni contraddittorie: alcuni scrivono di un unico maxi orale, altri della possibilità anche di una prova scritta».

Una sola cosa, per ora, è certa rispetto all’Esame di Stato: che in qualsiasi modo verrà fatto porterà con sé un carico di emozioni importante per i ragazzi che lo affronteranno, come accade ogni anno. «Rispetto alle modalità in cui saremo chiamati ad affrontare questa prova – racconta Agnese Prampolini, studentessa di quinta del Falcone – credo che sia io che i miei compagni potremmo definirci rassegnati: quel che sarà sarà. Questo periodo lo stiamo vivendo tutti in modo incerto: non sappiamo cosa accadrà domani, figuriamoci se possiamo immaginare cosa ne sarà di noi a luglio.

Se dipendesse da me, mi piacerebbe venisse tenuto in considerazione il fatto che abbiamo fatto davvero poche lezioni in presenza e che quindi la nostra preparazione non può essere la stessa di coloro che hanno fatto l’Esame nel 2019. Mi piacerebbe però anche potermi confrontare con una prova scritta: la competenza scritta serve e non credo che solo un’orale possa essere sufficiente, quantomeno in un liceo. Io vivrei uno scritto come uno stimolo per esercitarmi ancora di più nell’espressione scritta e non solo in quella orale».


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