Nembro, lacrime e racconti In piazza c’è l’archivio della memoria

Nembro, lacrime e racconti
In piazza c’è l’archivio della memoria

Il progetto nazionale è nella Bergamasca. Interviste ai cittadini: dolore e senso di comunità. E un grande bisogno di comunicare il proprio vissuto

Dolore, angoscia, solidarietà, resistenza: questo quanto emerge dalle prime testimonianze raccolte a Nembro che, con Bergamo, diventa luogo simbolo dell’emergenza sanitaria.

Lo staff del progetto Mneo4Covid, ideato da Andrea Broglia per l’Archivio italiano della memoria, è presente in questi giorni nel paese seriano con una postazione in piazza della Libertà. «Sono state una ventina le prime testimonianze di chi, passando per la piazza, si è avvicinato per capire cosa stessimo facendo – spiega Teresa Serra –. Mi ha colpito il fatto che abbiamo registrato interviste lunghe: la gente ha voglia e bisogno di parlare. Molti ricordano con le lacrime agli occhi, ma nessuno, e anche questo mi ha sorpreso, ha espresso parole di rabbia. Al contrario emerge un fortissimo senso di comunità, il riconoscimento che, pur vivendo il dolore per la scomparsa dei propri cari, tutti si sono spesi per aiutare gli altri».

Giorgio Marcassoli, operato nel 2019 per un tumore, racconta di aver vissuto inizialmente l’emergenza con grande apprensione, prima di scoprirsi più forte di quanto pensasse; tanti però gli amici che non ce l’hanno fatta. Anna Ghilardi, pensionata e non più giovanissima, nonostante il lockdown, ha deciso che avrebbe dato una mano e si è offerta di aiutare le persone più anziane e in difficoltà, procurando loro spesa e farmaci. Simonetta Perico, insegnante elementare, moglie del sindaco Claudio Cancelli, parla dell’ansia e della paura dei primi giorni, della fatica, ma anche della bella sensazione provata quando ha visto tanti giovani del paese pronti a rendersi utili. Beppe Ardenghi, metalmeccanico impiegato nel rifornimento di aziende farmaceutiche, mai chiuse durante il lockdown, durante il suo ricovero ha perso il padre, anch’egli malato di coronavirus. Stefano Montanari è un violinista; insieme a Gianluigi Trovesi, Stefania Trovesi e Gianni Bergamelli ha suonato all’interno del Modernissimo, completamente vuoto, per le celebrazioni pasquali; per ogni sedia vuota un fiore, in ricordo dei concittadini deceduti.

Tra le testimonianze più forti quella di Giovanna Bergamelli, classe 1936, parla della cerimonia che si è svolta domenica al campo Saletti per ricordare quanti non ci sono più. «Sono stata insegnante elementare, ho sempre vissuto a Nembro. 188 nomi accompagnati dai rintocchi, li conoscevo quasi tutti».

Il gazebo di MNEO sarà a Nembro anche oggi e domani (dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 19), mentre il 3, 4 e 5 luglio sarà posizionato in piazza Matteotti a Bergamo.

Il progetto MNEO4COVID nasce nel febbraio del 2020, per raccogliere attraverso videoregistrazioni, svolte in tutto il Nord Italia testimonianze dirette, esperienze e storie per raccontare e ricordare in futuro la battaglia contro il Covid19. Per seguire il progetto: www.mneo.it e i canali social Facebook e Instagram.


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