Nuova Zelanda, strage in due moschee Il bergamasco: «Noi barricati in casa»

Nuova Zelanda, strage in due moschee
Il bergamasco: «Noi barricati in casa»

Almeno 49 morti a Christchurch per un’azione terroristica contro due moschee. Il bergamasco: «Non ci crediamo, qui è il posto più tranquillo del mondo».

Sarebbero almeno 49 le vittime e 20 i feriti in Nuova Zelanda in seguito alle sparatorie avvenute venerdì 15 marzo in due moschee della città di Christchurch. Quattro persone sono state finora arrestate. Disinnescati anche alcuni ordigni. Un 28enne australiano ha rivendicato l’attacco con motivazioni anti-immigrati. La premier Ardern parla di «uno dei giorni più bui» per il Paese.

Fiorenzo Peloso, imprenditore bergamasco, vive a Christchurch, e racconta queste ore di angoscia: «Qui è stato esteso il divieto di frequentare le moschee ma anche le scuole e gli uffici sono chiusi - racconta -: Christchurch è tutta bloccata. Si teme che ci sia qualche altro assassino in giro. Volano elicotteri dell’esercito, sembra di essere in un film. Alla tv i commentatori dicono “don’t panic”, non abbiate paura, tutti invitano alla calma e parlano di rischio emulazione».

Sotto choc la popolazione: «Non abbiamo ancora molte informazioni ufficiali - racconta in diretta il bergamasco -: aumenta la tensione e crea ansia nelle persone più anziane che sono assolutamente sotto choc per quello che sta succedendo nel posto più tranquillo del mondo».

L’autore della strage si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di 28 anni: lo ha reso noto la polizia australiana, secondo quanto riporta il quotidiano neozelandese «New Zealand Herald». Secondo l’emittente tv australiana «Nine News Sydney», l’uomo è originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese.

La premier neozelandese Jacinda Ardern ha confermato che sono morte 40 persone. Ardern ha detto che la strage compiuta nelle due moschee è stata frutto di un «attacco terroristico». La premier, che ha parlato di situazione «senza precedenti», ha detto che 10 persone sono state uccise nella moschea di Linwood e le altre 30 nella moschea sulla Deans Avenue, vicino ad Hagley Park.

L’autore degli attacchi odierni ha ripreso la strage in diretta streaming. Il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network, ha spiegato la responsabile dei contenuti di Facebook Australia-New Zealand, Mia Garlick.

L’uomo ha rivendicato la responsabilità delle sparatorie nelle moschee della città neozelandese di Christchurch lasciando un manifesto anti immigrati di 74 pagine in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni, che definisce un attacco terroristico. Non è chiaro se si tratti della persona già presa in custodia dalle autorità neozelandesi. L’uomo dice di essere un australiano bianco di 28 anni che è venuto in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all’attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da «immigrazione di massa».


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