Oggi la comunicazione di Speranza con Locatelli su Astrazeneca

Oggi la comunicazione di Speranza con Locatelli su Astrazeneca

Sarà il ministro della Salute Roberto Speranza assieme al coordinatore del Cts Franco Locatelli a rendere nota entro oggi la posizione del Comitato tecnico scientifico sulla strategia di uso di Astrazeneca fra i giovani.

Dopo la riunione del Cts di mercoledì i tecnici hanno continuato a lavorare scambiandosi i materiali e i pareri, per poi riunirsi nuovamente venerdì 11 giugno. Il confronto fra Ministero, con il ministro che è stato sempre in contatto con gli organismi, Cts e Aifa, affermano fonti del ministero, è stato sempre collaborativo.

LOCATELLI SU ASTRAZENECA
«Il vaccino Astrazeneca può dare fenomeni di trombosi associati ad un abbassamento delle piastrine. Proprio per questo c’era stata una raccomandazione per un uso preferenziale sugli over 60 anni. Adesso lo scenario epidemiologico è cambiato, con la vaccinazione siamo in una fase più favorevole e si è aperta una riflessione nel Cts ed un confronto con l’Aifa. Nelle prossime ore, ci sarà un parere e nessuno deve dubitare che vengano minimamente sottovalutati segnali di allerta rispetto a profili di sicurezza». Lo ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, a «Porta a porta» su Rai 1, in relazione a eventuali decisioni da prendere dopo la morte della diciottenne vaccinata con AstraZeneca.

Una decisione dovrebbe arrivare nella giornata di venerdì 11 giugno. L’atteso parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) sull’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca (AZ) per i giovani dai 18 anni in su considererà le indicazioni in merito già date dal ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa, ovvero che per questo immunizzante si raccomanda un uso preferenziale per i soggetti over-60.In queste ore ci sarebbe appunto una convergenza per «raccomandare» a questa categoria il vaccino anglosvedese.

Una decisione che riapre il dibattito sulla possibilità di somministrare una dose diversa (cosiddetta «eterologa») agli under 60 che hanno ricevuto la prima con Astrazeneca e sulla valutazione dei tempi del richiamo. Gli esperti stanno ora facendo una sintesi dei loro pareri che - a quanto si è appreso - andrebbe verso una riorganizzazione complessiva della campagna vaccinale, quindi anche della somministrazione delle diverse tipologie di vaccino a seconda delle età, alla luce del mutato quadro epidemiologico. Ma le decisioni da adottare spetteranno comunque esclusivamente alla politica.


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