Omicidio a Valtesse 23enne uccide il patrigno
La scientifica sul luogo dell’omicidio (Foto by Yuri Colleoni)

Omicidio a Valtesse
23enne uccide il patrigno

La vittima è un uomo di 40 anni. Ferita gravemente anche la madre, ma non è pericolo di vita.

Ha ucciso il patrigno, un bergamasco quarantenne, sferrandogli delle coltellate e poi colpendolo anche con un martello, quindi ha ferito anche sua madre, moldava, sempre con il coltello. Dopodiché è rimasto nella cucina di casa finché sono arrivati gli agenti della polizia, allertati dai vicini di casa preoccupati per le urla. L’autore, un ragazzo di 23 anni, ora si trova in carcere. La donna è rimasta ferita gravemente, ma non sarebbe in pericolo di vita.

L’omicidio lunedì pomeriggio, attorno alle 16, in un appartamento di una palazzina di via Nicola Bonorandi, in zona Sant’Antonio, nel quartiere Valtesse. Cosa abbia fatto scaturire la furia omicida del giovane stanno cercando di capirlo gli uomini della Squadra mobile della questura, coordinati dal sostituto procuratore Emanuele Marchisio, giunto all’abitazione assieme alla polizia scientifica che ha effettuato i rilievi. Tutto sarebbe avvenuto nella cucina dell’appartamento, pare al culmine di una lite tra il giovane, la madre e il marito di quest’ultima. Sembra che il ventitreenne non avesse mai accettato il legame tra la madre e il patrigno. Quest’ultimo lo avrebbe inoltre accusato di non lavorare e oggi lo avrebbe in particolare rimproverato perché non si sarebbe impegnato nel cercare un lavoro. A dare l’allarme attorno alle 16 i vicini di casa, attirati dalle urla della donna, che è stata portata dal 118 in ambulanza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata medicata per le ferite da arma bianca che ha riportato.

La polizia scientifica e gli uomini della Mobile della questura orobica sono rimasti nell’abitazione di Valtesse a lungo per ricostruire nei dettagli l’accaduto e per continuare i meticolosi rilievi scientifici sulla scena del delitto e la campionatura dei reperti trovati sul posto, anche per stabilire se tra essi vi siano gli oggetti usati per il delitto e il successivo ferimento.


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