Operazione Mura, avanti con i lavori «Noi come i muratori di allora» - Video

Operazione Mura, avanti con i lavori
«Noi come i muratori di allora» - Video

Alla scoperta delle tecniche utilizzate per il restauro delle Mura. Si lavora come quasi 500 anni fa, dalla scelta del materiale fino alla calce.

É lui che sta (ri)costruendo la storia di Bergamo. Un muratore, ovvio. Danilo, spalle larghe e braccia spesse, se ne sta lì, sull’orlo delle Mura, a guardare una pietra da un quintale, manco fosse una natura morta. La scruta, le gira attorno, prima di farla rotolare e smussare a mazzate, esattamente come quasi cinquecento anni fa. La prende a due mani, la storia, perché pesa. Metro dopo metro, negli ultimi mesi Danilo ha ricostruito tutto il baluardo di Valverde, considerato il «dark side of the walls», il lato oscuro delle Mura, nascosto da piante e alberi che hanno coperto ogni singolo metro quadrato. Adesso splende al sole e viene fotografato dai turisti e soprattutto dai bergamaschi che finora avevano solo intuito il tesoro celato sotto la vegetazione.

Su L’Eco di Bergamo in edicola domenica 9 giugno due pagine sugli ultimi lavori di restauro delle Mura che hanno riportato alla luce il baluardo di Valverde e il lato nord, fino a pochi mesi fa nascosto dalla vegetazione.

IL VIDEO

Il restauro delle Mura al baluardo di Valverde from ict on Vimeo.

Prende in fretta le misure di fronte a penna, taccuino e macchina fotografica, alza lo sguardo e si lascia andare dopo uno sbuffo: «Ma chi glielo ha fatto fare di costruire muri così colossali? Pazzi!» Eh sì, perché i muratori impegnati sulle Mura lavorano proprio come all’epoca.

Il baluardo di Valverde dove sono state restaurate le Mura

Il baluardo di Valverde dove sono state restaurate le Mura
(Foto by Diego Bedeschi)

Dalla loro hanno qualche macchina in più, per il resto è cambiato poco o nulla. Dopo aver rimosso tutti gli alberi che si erano infilati nelle pietre, fino a debordare all’esterno, Danilo e i suoi colleghi hanno iniziato la delicata opera di ricostruzione della parte più alta, decimata da anni di piccoli e grandi crolli. Basta osservare nei prati ai piedi del patrimonio Unesco per scorgere i massi «persi» nel corso degli anni, difficili da recuperare.


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i.invernizzi
Isaia Invernizzi

Giornalista professionista, lavora a L’Eco di Bergamo dal 2016. Redattore della cronaca cittadina dal marzo 2019 dopo tre anni in redazione web. Amante dei dati in tutte le loro forme.

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