Ordinanza del Comune su via Cenisio: multe salate a chi intralcia il passaggio

Ordinanza del Comune su via Cenisio:
multe salate a chi intralcia il passaggio

«Chiunque intralci il passaggio pedonale su suolo pubblico o l’ingresso a edifici pubblici o privati sarà sanzionato con una multa da 100 a 200 euro».

Il Comune di Bergamo ha pubblicato lunedì 18 luglio l’ordinanza che richiama quanto già previsto dal regolamento di Polizia Locale, con una specifica attenzione alla situazione di via Cenisio (che viene infatti specificata in premessa), dove da alcune settimane, in seguito alla chiusura e alle problematiche gestionali del Centro Islamico Culturale di Bergamo Onlus, alcuni componenti della comunità islamica si ritrovano per pregare occupando aree pubbliche e la sede stradale.

«È vietato - si legge nell’ordinanza - A) Avere comportamenti pericolosi o molesti nei confronti di altri soggetti, nelle strade ed aree pubbliche o ad uso pubblico, recando intralcio o pericolo al flusso pedonale o veicolare, quali sdraiarsi, sedersi, inginocchiarsi per terra; B) Ostruire marciapiedi, soglie ed ingressi di edifici pubblici e privati. L’inosservanza della presente ordinanza è sanzionata ai sensi dell’art. 28 c° 1 del Regolamento di Polizia Urbana con pagamento in misura ridotta di Euro 200 per l’inosservanza delle disposizioni di cui alla lettera “A” e di Euro 100 per l’inosservanza delle disposizioni di cui alla lettera “B”. (…). Il Corpo di Polizia Locale di Bergamo, unitamente alle Forze dell’Ordine, curerà l’osservanza del presente provvedimento, che viene trasmesso alla Questura di Bergamo, al Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Bergamo e al Comando Provinciale della Guardia di Finanza».

Proprio qualche giorno fa, in Consiglio Comunale, l’assessore Giacomo Angeloni, dopo aver incontrato i due gruppi della Comunità islamica di Bergamo, ha detto chiaramente che «I musulmani di Bergamo con i loro litigi stanno sbagliando tutto e stanno perdendo un’occasione. Giovedì 14 luglio, io e l’assessore alla Sicurezza Sergio Gandi, porteremo la vicenda al tavolo della sicurezza in programma in Prefettura. Per noi ora questa vicenda è una questione di ordine pubblico. Non vedo altra soluzione». Ecco l’ordinanza che prende di petto la questione.


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