Pastori e pecore, 43 mila capi La tradizione è viva nella Bergamasca

Pastori e pecore, 43 mila capi
La tradizione è viva nella Bergamasca

La nostra provincia a è prima in Lombardia. In Val Seriana il «cuore» della transumanza. Lo scorso dicembre il riconoscimento dell’Unesco.

Nell’ultimo decennio l’allevamento zootecnico nell’area alpina ha subìto una generale diminuzione sia come numero di capi allevati sia come numero di aziende, ma una delle attività che ha resistito, finora, alle difficoltà è stata la pastorizia ovina transumante grazie al binomio montagna-pianura (sono presenti in Italia 60 mila allevamenti).

Lo spostamento a piedi del gregge dai pascoli di montagna alla pianura sempre alla ricerca di foraggio fresco passando, dove possibile, lungo le strade secondarie ma anche lungo le aste fluviali è la transumanza degli ovini, gestiti da pastori dediti a questa attività da generazioni. Il pastore è un imprenditore agricolo a tutti gli effetti e, seppur senza fissa dimora, gestisce greggi, oggi formate dai 700 ai 1.500 capi ovini.

Da qui nasce la definizione della pastorizia vagante come «mestiere fuori dal tempo», in pratica non esiste una vera e propria separazione tra lavoro e vita privata del pastore, le sue relazioni sociali ed il lavoro in realtà sono un’unica cosa, le giornate lavorative si allungano e si accorciano a seconda delle esigenze quotidiane e delle necessità delle greggi e, per fare tutto questo, c’è bisogno di tanta…passione.

Con 43.000 capi allevati (dati Coldiretti Bergamo), pari al 33% del totale regionale, la provincia di Bergamo è prima in Lombardia per numero di capi ovini allevati, parte dei quali sono inseriti in circa 1.000 allevamenti stanziali (compresi coloro che praticano l’attività per hobby) e la maggior parte fanno parte di allevamenti vaganti gestiti da oltre 40 pastori professionali, questi ultimi costituiscono l’allevamento transumante, localizzato per lo più in Valle Seriana da dove proviene la pecora bergamasca, una delle razze più grandi e rustiche, dalla quale si ricava carne con ottime caratteristiche organolettiche e lana utilizzabile anche nella bioedilizia.


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