Patenti facili in Motorizzazione Vitti condannato a nove anni

Patenti facili in Motorizzazione
Vitti condannato a nove anni

È stato condannato a nove anni di reclusione ed è stata respinta la richiesta della difesa di revoca dei domiciliari.

È questa la decisione giovedì 23 maggio del Tribunale di Bergamo nei confronti di Richard Paul Vitti, 54 anni, di Bergamo, il funzionario della Motorizzazione a processo per corruzione, concussione, truffa ai danni dello Stato e falso. Secondo l’accusa, che aveva chiesto nove anni e sette mesi, avrebbe ricevuto soldi e favori da titolari delle scuola guida in seguito alle pressioni dell’imputato durante le sessioni d’esame.

Le indagini partono nell’estate del 2016, in seguito all’esposto presentato da Massimo Flaccadori, titolare dell’autoscuola Fratelli Flaccadori. Secondo l’accusa Richard Paul Vitti, che si trova ai domiciliari, chiedeva favori o soldi per «far andare nel verso giusto» gli esami delle patenti. Che non significava per forza tutti promossi, ma che chi lo meritava conseguisse, giustamente, la patente. Gaverini ricorda infatti la testimonianza in aula di Flaccadori, che parlò di bocciature con «ragioni pretestuose». E poi, delle «tariffe» di 250 euro per gli esami che si svolgevano la mattina e 150 per quelli del pomeriggio. In aula, a febbraio, Flaccadori raccontò: «Vitti mi disse: se vuoi essere tranquillo mi devi dare 250 euro per la sessione mattutina e 150 per quella pomeridiana». Il pm ha proseguito citando un presunto pranzo offerto a Vitti dall’istruttore di un’altra scuola, prima degli esami pomeridiani: «Vitti – ricorda il pm – dice al telefono di essere stato corrotto, e che poi sono stati tutti promossi». Infine l’episodio in cui, durante gli esami, l’imputato avrebbe dato le chiavi della sua auto al titolare di una scuola, che gli avrebbe fatto benzina e pulito la macchina. Ci sono poi le presunte malattie, con tanto di certificato medico. Una volta per andare a trovare la sua compagna. La seconda, con una prognosi di trenta giorni, secondo le accuse, per andare in vacanza in America.


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