Prof licenziato, il caso in Parlamento Il Pd: mai più sanzioni così assurde
La manifestazione degli studenti (Foto by Bedolis)

Prof licenziato, il caso in Parlamento
Il Pd: mai più sanzioni così assurde

Interrogazione parlamentare dei deputati del Pd Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Beppe Guerini e Daniela Gasparini: «Reintegrare Stefano Rho ed evitare che si ripetano episodi del genere».

«Oggi – spiega Misiani – ho presentato l’interrogazione parlamentare sul caso del prof. Stefano Rho. L’interrogazione, firmata anche dai colleghi Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Beppe Guerini e Daniela Gasparini, è un passo indispensabile per sollecitare formalmente l’intervento del governo. Il nostro obiettivo è che vengano adottati tutti gli interventi necessari per permettere la reintegrazione del prof. Rho e dei suoi colleghi interessati da analoghi provvedimenti di decadenza ed evitare il riproporsi di sanzioni così assurde e sproporzionate in futuro. Bisogna ricondurre questa vicenda paradossale ad un principio di buon senso: lo Stato deve licenziare i fannulloni e i disonesti, non chi sbaglia in buona fede a compilare un modulo di autocertificazione».

L’interrogazione, rivolta ai ministri della Semplificazione e Pubblica Amministrazione, dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Economia e delle Finanze, ricostruisce le tappe della vicenda, tenendo conto anche dei casi analoghi (circa cinquanta) registrati nella provincia di Bergamo, e sollecita ai ministri interrogati una ricognizione su scala nazionale relativamente ai provvedimenti di decadenza ai sensi dell’art. 75 del DPR n. 445 del 2000 adottati dalle Amministrazioni dello Stato, con particolare riferimento agli Uffici scolastici territoriali, derivanti da dichiarazioni mendaci nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni, e l’adozione di interventi d’urgenza per superare le problematiche evidenziate nelle premesse, consentire la reintegrazione del prof. Rho e dei dipendenti colpiti da analoghi provvedimenti di decadenza ed evitare il ripetersi in futuro di casi simili, eventualmente circoscrivendo – mediante una circolare interpretativa – l’insussistenza di precedenti penali richiesta nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni ai precedenti risultanti dal certificato del casellario giudiziale o, preferibilmente, alle «condizioni ostative» di cui alla legge n. 16 del 1992.


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