Pugno duro con gli assenteisti
Il governo si occupa dei «furbetti»

Mercoledì il provvedimento al Consiglio dei ministri. Madia: ma l’articolo 18 non si applicherà agli statali.

Responsabilizzazione dei dirigenti, stretta sulle partecipate, addio alla Forestale ma, soprattutto, pugno duro con gli assenteisti. Il menù del prossimo Consiglio dei ministri di mercoledì si annuncia ricco sul fronte della pubblica amministrazione, anche perché, ai dieci decreti attuativi della riforma Madia inizialmente previsti, si aggiungerà proprio l’intervento sul procedimento disciplinare che dovrebbe portare al licenziamento lampo in 48 ore annunciato da Matteo Renzi.

Il ddl delega prevede infatti di «accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione» il procedimento che oggi può durare anche più di cento giorni e con l’interruzione del rapporto di lavoro solo in una percentuale ridotta dei casi.

Il decreto dovrebbe chiarire anche il rapporto tra statali e Jobs act, o meglio tra statali e articolo 18, tornato alla ribalta dopo le parole del premier. Marianna Madia ha ribadito ancora una volta che la norma «non si tocca» e che il licenziamento per direttissima dei furbetti «con prova schiacciante» altro non è che una forma di «difesa» dei lavoratori onesti.

La stretta passerà per una revisione del ruolo dei dirigenti, che saranno d’ora in poi obbligati a denunciare gli illeciti e prendere i conseguenti provvedimenti, pena il loro stesso licenziamento. Allo stesso tempo la Corte dei conti sarà incaricata di accertare l’eventuale danno erariale.

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