Referendum, ai seggi con la mascherina
Affluenza: nella Bergamasca alle 23 il 41,89%

Domenica 20 e lunedì 21 settembre si vota per il Referendum sul taglio dei parlamentari. Per 13 Comuni della provincia si elegge anche il sindaco.

Arrivano i dati ufficiali sull’affluenza al Referendum: dopo che a mezzogiorno la percentuale dei votanti nella Bergamasca era del 13,83%, alle 19 è stata del 33,67% e alle 23 di domenica 20 settembre ha raggiunto il 41,89%. È la seconda provincia con più alta affluenza dopo Lecco che ha raggiunto il 42,06% e prima di Cremona che alle 23 si è fermata al 40,75%. In Lombardia ha votato per il referendum il 39,01%.

I DATI DELLE 23
A Bergamo città l’affluenza è stata del 41,68%%, a Treviglio del 41,39%, a Clusone del 60,55% e a Zogno del 41,37%. Da segnalare anche i Comuni con l’affluenza più alta come Valleve (64,29%) ma anche Fuipiano (64,44%) e Mezzoldo (60,54%). I Comuni con la più bassa affluenza sono Valtorta (27,62%), Foppolo (24,20%) e Santa Brigida (28,48%).

I DATI DELLE 19
In particolare, a Bergamo città l’affluenza è stata del 33,96%, a Treviglio del 33,19%, a Clusone del 20,96% e a Zogno del 32,69. Da segnalare anche i Comuni con l’affluenza più alta come Valleve (59,82%), Fuipiano (55,56%), Cividate (52,32) e Parzanica (50,17%). I Comuni con la più bassa affluenza sono Valtorta (20,50%), Foppolo (22,29%) e Santa Brigida (22,48%).

I DATI DELLE 12

In particolare, a Bergamo città l’affluenza è arrivata al 14,61%, a Treviglio al 13,44%, a Clusone al 20,96% mentre a Zogno ha raggiunto il 13,54%.

I prossimi dati relativi all’affluenza saranno diffusi lunedì alle 15.

In città la mattinata ai seggi si è aperta in modo ordinato e senza particolari disagi.
Per l’accesso ai seggi bisogna rispettare il distanziamento e le regole per prevenire il contagio da coronavirus: obbligo di mascherina, igienizzazione delle mani e della matita.

Si vota domenica fino alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Prima dell’apertura si era registrata la rinuncia di alcuni presidenti di seggio (10 rinunce su 105) e scrutatori (22 su 420). A Bergamo (se paragonata ai numeri di altre città) non si è verificata una vera e propria fuga degli scrutatori, ma la rinuncia all’incarico all’ultimo, soprattutto tra i presidenti, ha portato il Comune a correre ai ripari, attingendo i sostituti dalle liste elettorali e tra i dipendenti comunali.

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