Referendum, su Twitter vince il «No»  Il 64,8% contro la riforma di Renzi

Referendum, su Twitter vince il «No»
Il 64,8% contro la riforma di Renzi

Il referendum sarà un testa a testa? Non su Twitter, almeno per ora. Twig, agenzia bergamasca di analisi dati e data visualization, ha raccolto e analizzato tutti i tweet delle ultime due settimane con gli hashtag ufficiali delle campagne referendarie: #bastaunsi e #iovotono.

Dall’analisi dati emerge come #iovotono sia riuscito a mobilitare gli utenti con molta più efficacia. Per ogni tweet che contiene #bastaunsi se ne contano infatti circa due con l’hashtag #iovotono. Nel campione analizzato relativo alle ultime 2 settimane - oltre 105mila tweet prodotti da circa 19mila utenti – coloro che esprimono adesione alla campagna per il No attraverso l’hashtag #iovotono sono il 64,8% del totale, mentre il 35,2% sostiene le ragioni del Sì con l’hashtag #bastaunsi. Il punto focale del dibattito è il premier Matteo Renzi, che da mesi ha lanciato la campagna a sostegno del referendum.

La mobilitazione dei due fronti si struttura diversamente: gli utenti più influenti dal lato del Sì sono l’account ufficiale della campagna e personaggi politici del Partito Democratico. Per il No invece, oltre agli account ufficiali della campagna, si mettono in evidenza alcuni esponenti del centrodestra. Discorso a parte va fatto sul Movimento 5 Stelle: oltre a Beppe Grillo, Di Battista e Di Maio sono presenti molti attivisti, magari meno noti, ma che contribuiscono a veicolare il messaggio del No con forza e costanza: quest’eterogeneità del fronte contrario alla riforma può essere una delle chiavi per spiegarne il successo.

Leggi l’articolo completo sul blog ufficiale

METODO. L’analisi è svolta su due campioni di tweet contenenti gli hashtag ufficiali delle campagne referendarie raccolti dal 22 settembre al 5 ottobre 2016. I dati raccolti sono stati processati attraverso strumenti automatici di analisi del Network e analisi quantitativa del testo. WEB LISTENING. Il servizio di Web Listening di Twig raccoglie il flusso di conversazioni degli utenti sui Social Media, interpreta i dati testuali e trasforma i risultati in indicazioni concrete per le scelte strategiche di aziende, istituzioni e enti pubblici.


© RIPRODUZIONE RISERVATA