Apertura scaglionata delle Regioni?
Fontana: «È un grosso rischio»

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana parla ai microfoni di Radio Rai e risponde anche al collega campano De Luca.

Se altre regioni aprissero prima, «questo sarebbe un grosso rischio, perché il contagio riesce a non diffondersi se c’è il rispetto di certe regole. Se rispettassimo tutti le stesse regole, riusciremmo a contenerlo. Se così non fosse non dovrebbe aprire nessuno». Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo a Centocittà, su Radio 1 questa mattina. «O siamo in grado di contenere il contagio e di evitare che si diffonda - ha aggiunto - e allora apriamo tutti, oppure non siamo in grado e non c’è chi è più e chi è meno. Perchè se il contagio riprende anche tra chi è meno, il rischio è lo stesso per tutti. Credo che si debbano fare valutazioni assolutamente comuni» ha concluso Fontana.

CABINA DI REGIA. Fontana ha poi spiegato che nella cabina di regia nazionale per la Fase 2 dell’emergenza, che si è riunita sabato, non si è parlato della regionalizzazione delle aperture ipotizzata dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

«No. Dalla cabina di regia è uscito che si sarebbero date delle linee generali per tutto il Paese, che si sarebbero esaminati nel dettaglio i tipi di aperture, considerando per esempio non i codici Ateco ma le filiere. Non abbiamo ancora parlato di questo argomento, è un argomento che verrà a affrontato nei prossimi giorni anche in base ai numeri che gli esperti dovranno valutare», ha affermato il governatore.

«A livello di cabina di regia uno dei ragionamenti che abbiamo fatto è quello di dilazionare, spalmare l’inizio del lavoro lungo la giornata e magari anche un numero maggiore di giornate rispetto alle cinque della settimane, l’inizio del lavoro in modo che non si creino quelle situazioni di grande confusione e affollamento che sono pericolose».«Evidentemente ci dovranno essere degli accessi limitati sui mezzi pubblici. È chiaro che è molto complicato. Per quello ho detto che si doveva iniziare a lavorare intorno a questa ipotesi da subito, proprio per la complessità della situazione». Sui costi, «questo è un grandissimo problema, meno incassi e maggiori spese, quindi è chiaro che bisognerà fare anche questa valutazione con il Governo».

RIAPERTURA LOCALI. Quanto alla riapertura dei locali pubblici, «credo che purtroppo dovremo aspettare. Ma anche su questi argomenti dovremo fare delle valutazioni con i tecnici per capire se è possibile creare una situazione di utilizzo che non vada ad incidere sul contagio. Se si trovano delle soluzioni che tengono in piedi queste due necessità, si potrebbe anche anticipare, aprire insieme alle altre attività. Tutto dipende dalla possibilità di evitare il contagio», ha concluso il governatore.

«Sul piano psicologico credo che De Luca si confonda. È un pò che non mi telefona e non si rende conto che non sono assolutamente provato ma sono lucidissimo».

Lo ha detto Fontana replicando al suo omologo campano Vincenzo De Luca secondo cui i governatori delle Regioni più colpite dal Coronavirus sarebbero crollati psicologicamente. Sulla minaccia di De Luca di chiudere i confini della Campania alle Regioni più contagiate, Fontana ha poi commentato: «Credo che abbia sbagliato e che queste scelte semmai si devono fare di comune accordo, non certamente per una imposizione di una parte rispetto all’altra».

REPLICA A DE LUCA. «Caro governatore Vincenzo De Luca, sappia che qualunque cosa accada noi non chiuderemo mai la porta ai 160.000 italiani, tra cui circa 14.000 campani, che ogni anno scelgono di venire in Lombardia per farsi curare». Ha scritto su Facebook il governatore.

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