Riaprono gli impianti per sport individuali
Dal golf al tennis, ok alle attività all’aperto

A partire da venerdì saranno consentite in Lombardia le attività sportive individuali all’aria aperta nell’ambito dei rispettivi impianti, centri e siti sportivi. Lo prevede una nuova ordinanza della Regione.

Saranno quindi consentiti, tra gli altri, golf, tiro con l’arco, tiro a segno, atletica, equitazione, vela, canoa, attività sportive acquatiche individuali, canottaggio, tennis, corsa, escursionismo, arrampicata sportiva, ciclismo, mountain-bike, automobilismo, motociclismo e go-kart. Nell’ordinanza del governatore lombardo, Attilio Fontana, si specifica che negli impianti e centri sportivi sarà comunque vietata «la fruizione di spazi e servizi accessori (ad esempio, palestre, luoghi di socializzazione, bar e ristoranti)» e saranno aperti solo i locali adibiti a servizi igienici, con esclusione di docce e spogliatoi. Inoltre i gestori, oltre a garantire la corretta e costante sanificazione degli ambienti al chiuso e dei servizi igienici, devono assicurare il contingentamento degli ingressi, l’organizzazione di percorsi idonei e l’adozione di tutte le misure utili per assicurare il distanziamento sociale e il divieto di assembramento.

La Giunta regionale della Lombardia ha inoltre approvato la nuova delibera che rafforza la sorveglianza sanitaria nella fase due dell’emergenza Covid. «Un’attenta sorveglianza dei cittadini sui luoghi di lavoro, tamponi su casi sospetti e monitoraggio dei contatti (contact tracing). Si basa su questi pilastri la ripartenza del motore della locomotiva lombarda» hanno spiegato il presidente Attilio Fontana e l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera in una nota. «Tutto questo, in una fase così delicata, passa inevitabilmente anche dal senso di responsabilità dei singoli cittadini - hanno aggiunto Fontana e Gallera - che devono continuare ad osservare il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, unica vera arma per evitare nuovi contagi».

La delibera prevede anche che, in presenza di un caso sospetto Covid, «il test diagnostico deve essere effettuato tempestivamente alla Ats; nell’attesa il caso sospetto va comunque trattato come caso accertato, compreso l’isolamento dei contatti stretti».

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