Il dibattito in Consiglio si fa a porte chiuse Fuori le Minoranze, Gori: sceneggiata

Il dibattito in Consiglio si fa a porte chiuse
Fuori le Minoranze, Gori: sceneggiata

«Andate a c…». Dopo le polemiche scoppiate in seguito alla frase pronunciata dalla presidentessa del Consiglio comunale Marzia Marchesi, torna ad infuocarsi il dibattito in aula, stavolta sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione proprio nei confronti dell’esponente del Pd.

Nonostante l’insulto sia stato pronunciato mentre stava svolgendo il suo ruolo ufficiale, la maggioranza di centrosinistra ha chiesto e votato la proposta di discutere del problema a porte chiuse. Giornalisti e cittadini sono stati invitati (ironia della sorte, proprio da Marzia Marchesi) ad uscire dall’aula. Il motivo della richiesta? «Lo prevede il regolamento» - dicono i consiglieri di maggioranza - forse dimenticando che il centrosinistra guidato da Giorgio Gori ha promesso fin dalla campagna elettorale di puntare sulla trasparenza assoluta, anzi di trasformare Palafrizzoni in una «Casa di vetro».

L’ex primo cittadino Franco Tentorio si è schierato in modo netto contro la decisione: «Io penso che la proposta del capogruppo del Pd sia inaccettabile. È un discorso politico e non personale nei confronti del presidente. Politicamente penso che sia una discussione che è bene che sia pubblica, che la stampa abbia diritto e dovere di farsene portavoce. Esprimo parere assolutamente contrario a questa proposta».

«Qui - aggiunge il Gianfranco Ceci (Forza Italia) - di un ruolo istituzionale e non dei comportamenti di una persona o della sua moralità. Non mi sembra affatto il caso di trasformare un’assemblea pubblica in un incontro a privato».

Il tutto prosegue con un lungo dibattito a porte chiuse, i documenti delle minoranze bocciati (sia la mozione di censura sia la richiesta di dimissioni, mentre la discussione sulle proposte per i lavori dell’aula vengono rinviate ad altra sede) e le stesse opposizioni che abbandonano l’aula. Con il sindaco Gori che ha replicato: «Questa è una scelta totalmente ingiustificata e premeditata che non ha nulla a che vedere con lo svolgimento della discussione. Si tratta piuttosto di scarso rispetto delle istituzioni e dei cittadini».

«L’attenzione nei confronti delle Minoranze è solo un pretesto - conclude il primo cittadino - dal raffronto dei dati tra il lavoro svolto dal Consiglio nel primo anno e mezzo del mio mandato e di quello della Giunta Tentorio emerge chiaramente. Quaranta sedute noi, 34 loro; 135 delibere contro 88 e soprattutto, visto che queste erano l’oggetto dell’ordine del giorno, 162 interpellanze contro 102. Ripeto: si è trattato di una sceneggiata».


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